Il coltivatore Romano Gaddoni mostra un ramo con fiori bruciati dal gelo

Una nottata di passione per gli agricoltori del faentino, da quelli della città fino a quelli dei comuni collinari

La situazione è gravissima -spiega uno dei coltivatori di Faenza, Romano Gaddoni che ha diversi appezzamenti tra Formellino e Basiago- perché è la seconda primavera di seguito che la gelata colpisce le nostre coltivazioni. Quella di quest’anno è ancor peggio di quella del 2020. Per quel che mi riguarda tutti gli alberi delle produzioni che porto avanti, albicocchi, peschi, ciliegie e kiwi, non hanno più un germoglio buono. Due anni senza reddito vuol dire fallire e ci viene da piangere perché le spese le dobbiamo comunque sostenere, siamo disperati”. Stesso dicasi per le altre zone nella primissima campagna attorno alla città. Questa notte, fotografie alla mano postate su diverse pagine social di tanti agricoltori le temperature sono arrivate a scendere fino a -7,2°. “A Riolo Terme -spiega un agricoltore con circa sette ettari di vigneti- per una buona metà, quelli più vicini ai rii e al fiume le temperature sono scese a -2°, non tantissimo. Il problema però è stata la durata. Infatti si è andati sotto lo zero già verso le 23 di mercoledì e sono rimaste così fino a questa mattina: un disastro!”.