Un momento della conferenza stampa con l'assessore Luca Ortolani, tecnici del Settore Territorio e i tecnici di Certimac

I dati rilevati da Certimac sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa

L’efficienza energetica fa bene alle persone, all’ambiente e al
bilancio familiare. E’ questo quello che emerge dai risultati del “Bando Condomini”,
l’iniziativa promossa e finanziata dal Comune di Faenza e realizzata con il supporto di
Certimac, ente tecnico fondato da ENEA e da CNR, che ha eseguito le pre-analisi
energetiche su un campione di condomini residenziali rappresentativi di diverse tipologie
costruttive del contesto faentino.
L’Unione della Romagna Faentina con l’adesione dello scorso 25 marzo al Piano d’Azione
per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) ha assunto formalmente l’impegno di ridurre le
emissioni di CO2 di almeno 40% entro il 2030. La sfida è ora individuare azioni e percorsi
concreti per accompagnare Amministrazione, Cittadini e Imprese verso la sostenibilità del
territorio da qui ai prossimi anni.
I dati presentati oggi in conferenza stampa congiunta dal Comune di Faenza e da
Certimac offrono una prospettiva molto incoraggiante sulle azioni che potranno essere
avviate in questa direzione.

Cosa è stato fatto

Gli esperti di Efficienza Energetica in Edilizia di Certimac hanno condotto 7 pre-analisi energetiche su altrettanti condomini selezionati in diverse aree della città e rappresentativi di diverse tipologie costruttive e anni di realizzazione per un totale di 16.476 m2 analizzati.
Per ciascun condominio i tecnici hanno ipotizzato e quantificato in termini di costi e tempi
una serie di interventi di riqualificazione energetica compatibili con le caratteristiche
architettoniche e la presenza di eventuali vincoli: dalla coibentazione delle pareti
perimetrali esterne, della copertura e dei pavimenti verso ambienti non riscaldati alla
sostituzione dell’impianto di climatizzazione e dei serramenti, sino all’installazione di
impianto fotovoltaico con accumulo. I risultati sono più che incoraggianti: gli scenari di riqualificazione ipotizzati restituiscono un risparmio energetico stimato potenziale pari all’80%, con un passaggio medio dei 7 edifici dalla classe energetica F alla classe A2, oltre a un risparmio medio stimato in bolletta per famiglia pari a 270 €/anno.

Non solo. Un edificio efficiente nei consumi, oltre a offrire un risparmio in bolletta, acquista
maggior valore sul mercato immobiliare, garantisce un maggior benessere abitativo
interno per gli occupanti che ci vivono grazie a un migliore equilibrio di temperatura e
umidità e contribuisce direttamente a migliorare la qualità dell’aria nell’intera città, grazie
al minor ricorso a combustibili fossili e quindi minori emissioni complessive di anidride
carbonica. “Fino a poco tempo fa – afferma l’ing. Luca Laghi, direttore tecnico Certimac
– gli interventi di efficientamento energetico erano relegati ad un mero obbligo
normativo, mentre oggi si registra una crescente consapevolezza circa l’importanza dei
benefici di tali azioni a livello energetico, di qualità dell’aria e di benessere indoor per i
cittadini. Iniziative come il Bando Condomini giocano senza dubbio un ruolo
fondamentale a livello sociale per favorire un aumento della sensibilità energeticoambientale dei cittadini”.

Ma il dato più interessante è quello che riguarda il futuro. Le unità immobiliari stimate nei
condomini di Faenza sono 16.0001, pari a circa 2 milioni di metri quadrati. Cosa succederebbe se si riqualificassero tutti dal punto di vista energetico?
Oltre ai vantaggi sopra descritti, si potrebbero risparmiare fino a 56 milioni di kg di emissioni
di CO2 ogni anno. L’impatto sulla qualità dell’aria di Faenza sarebbe equivalente ad
avere un polmone verde in città 200 volte più grande del Parco Bucci. E c’è un’ulteriore buona notizia. Tutti gli interventi di efficientamento energetico potenzialmente attivabili possono essere inoltre finanziati con diverse misure di incentivazione fiscale: dal noto Superbonus 110% all’Ecobonus che hanno decisamente abbattuto le barriere economiche che potevano ostacolare l’avvio del percorso riducendo drasticamente i tempi di ritorno.