Il bacino di laminazione colmo d'acqua

L’assessore all’ambiente del Comune di Faenza, Luca Ortolani: “Nessun problema d’inquinamento”

La bomba d’acqua che mercoledì notte è caduta sulla città di Faenza, con le forti piogge dei giorni dopo, ha inciso sul bacino di laminazione che si trova nell’area industriale tra la ditta dello stabilimento Tampieri e la linea ferroviaria. In quell’invaso si andarono a concentrare le acquee usate dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio dello stabilimento di logistica della Lotras, acquee che portarono con loro elementi inquinanti frutto della combustione. Per bonificare lo strato di terra contaminato, qualche settimana addietro erano iniziate le operazioni di svuotamento dell’invaso. Successivamente si sarebbe dovuto scarificare, per circa mezzo metro, una parte del terreno dei bordi e del fondo per eliminare eventuali infiltrazioni di elementi inquinanti. Ovvio che con le piogge tutto quel lavoro dovrà ricominciare. Da aggiungere che, per evitare eventuali tracimazioni del bacino, erano state installate alcune paratie; una di queste, a causa del maltempo dei giorni scorsi non ha retto e l’acqua alta è finito nel piazzale della vicina ditta Tampieri. Rispondendo a un giornalista, l’assessore all’ambiente del Comune di Faenza, Luca Ortolani, ha assicurato che dopo una verifica del personale dell’Arpa, non c’è astato alcun sversamento di materiale inquinante. Dopo questo incidente di percorso, causato dal maltempo, le operazioni per bonificare il bacino di laminazione dovranno ricominciare daccapo, quindi prima lo svuotamento del laghetto e poi si potranno iniziare i lavori, ovvio che l’arrivo dell’autunno potrebbe mettere ulteriormente i bastoni tra le ruote.