Un momento della conferenza stampa

Sono 4 i progetti conclusi, e 19 quelli ancora attivi con oltre 70 persone impegnate in diverse attività per la collettività

I percettori del reddito di cittadinanza, ad eccezione di alcuni casi specifici, per poter continuare a mantenere l’agevolazione sono tenuti a svolgere attività utili per la collettività nel proprio Comune di residenza. I Servizi alla Comunità dell’Unione è l’Ente titolare dei progetti. L’iniziativa, avviata ad aprile 2021, ha posto un obiettivo ambizioso: creare un catalogo di possibilità operative che possa consentire di realizzare l’abbinamento più consono alle competenze e agli interessi del beneficiario. Questo approccio consente di sviluppare i progetti in una visione di più ampio respiro, che possa stimolare l’attività di cittadinanza attiva e volontaria rinvigorendo le attività delle associazioni di volontariato. I progetti contemplano attività che spaziano dalla cura del verde pubblico alla manutenzione degli impianti sportivi, dall’accoglienza negli uffici comunali e nei musei pubblici e privati all’accompagnamento a scuola dei bambini e alle opere di sostegno per la cittadinanza.

I progetti prevedono una durata di tre mesi per persona, per un impegno settimanale che può variare dalle otto alle sedici ore, in modo da riuscire a coinvolgere più beneficiari possibili nelle diverse attività.

Sul territorio dell’Unione ad oggi si contano ventitré progetti, che possono ospitare fino a settantuno beneficiari. Sono stati creati quattordici progetti su Faenza, cinque su Castel Bolognese, due su Brisighella, uno sul territorio di Casola Valsenio e uno su Riolo Terme. Ci si è già attivati anche sul comune di Solarolo per la creazione di alcuni progetti che a breve dovrebbero entrare in piena operatività.

Al 31.10.2021 risultano conclusi 4 progetti PUC, attivi 19 di cui: 16 nel Comune di Faenza e 3 nel Comune di Castel Bolognese

Da luglio 2021 si contano cinquanta beneficiari coinvolti, di cui trentasei a Faenza, nove a Castel Bolognese e cinque a Brisighella. Solo sette di questi sono stati esonerati dall’attività perché corrispondenti alle caratteristiche previste dalla normativa.