Il presidente dell'Unione della Romagna Faentina, Massimo Isola con il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti

“Inaccettabile che, in un momento di grande fragilità delle famiglie a causa dell’emergenza sanitaria, non si tenga conto dell’impatto sulle famiglie”

Sulla decisione della nuova proprietà di trasferire in Lombardia la lavorazione che viene svolta all’interno dello stabilimento Ortofrutticola del Mugello di Marradi, interviene il presidente dell’Unione della Romagna faentina e sindaco di Faenza, Massimo Isola.

La vicenda delle decine di lavoratrici e lavoratori stagionali della Ortofrutticola del Mugello -dice Isola– è particolarmente emblematica per un territorio come il nostro. In un momento di grave difficoltà, a causa dell’emergenza sanitaria, è inaccettabile che un’azienda con un passato storico importante come quella di Sant’Adriano, punto di riferimento economico di moltissime famiglie tra il fiorentino e il ravennate, nel quale peraltro viene lavorato un prodotto tipico del territorio, venga trasferita per puro calcolo d’interessi senza tenere in alcun conto i gravi danni che provocherebbe all’economia delle nostre zone.

Bene hanno fatto i produttori locali a paventare l’indisponibilità a fornire il marrone alla nuova proprietà che deve, e dovrà, continuare ad essere lavorato nel nostro territorio. Come Unione siamo costantemente in contatto con gli organi istituzionali ai più alti livelli e con le rappresentanze sindacali. In questo momento così complicato però, il mio pensiero è rivolto alle tante operaie e operai dell’azienda e alla comunità stessa di Marradi che stanno lottando per conservare il loro posto di lavoro, un diritto sancito dalla nostra Carta costituzionale. Le donne e gli uomini che lavorano nell’Ortofrutticola, ma la stessa comunità di Marradi, mai come in questo momento non devono sentirsi soli. Per questo assicuro che qualsiasi passo dovrà essere compiuto per far rientrare quella decisione di delocalizzazione, verrà sostenuto”.