Il costo delle opere, di 12mila euro, è sostenuto dal Lions Club di Bagnacavallo

Sono in corso in questi giorni i lavori di restauro del sipario storico del Teatro Goldoni di Bagnacavallo, grazie a un service del locale Lions Club. Per fare il punto sui restauri, nel pomeriggio di martedì 11 agosto si è tenuto presso il teatro un incontro cui hanno partecipato il responsabile delle opere, Michele Pagani di Etra, assieme alla presidente del Lions Club Bagnacavallo Michela Michelini, ai past president Renata Manzoni e Pierluigi Ravagli e a Ruggero Sintoni, condirettore di Accademia Perduta/Romagna Teatri. Era presente il sindaco di Bagnacavallo.

Risalente a poco prima della metà dell’Ottocento, il sipario del Teatro Goldoni, che raffigura la visita del senatore bolognese Camillo Gozzadini a Bartolomeo Ramenghi, celebre pittore bagnacavallese del Cinquecento, fu dipinto da Antonio Muzzi (Bologna 1815-1894). «Esponente della pittura accademica – scrive Mara Tamburini nella pubblicazione della collana Bagnacavallo da scoprire dedicata al Teatro Goldoni (Città Nostra 1998) – Muzzi era uno degli artisti più ammirati e in voga del tempo, famoso per i ritratti di esponenti dell’alta società e noto a tutti come eccellente “pittore di storia”.»

La scena del sipario è ambientata nel cortile di Palazzo Boncompagni a Bologna, città nella quale il Ramenghi si trasferì e operò a lungo. Il sipario è stato realizzato con strisce di tela di canapa/iuta, tessuta a telaio e cucita verticalmente.
L’intervento di restauro prevede l’asportazione dei depositi superficiali, il consolidamento generalizzato del sipario, la rimozione di materiali di restauro applicati sulla tela, l’applicazione di inserti di tela per ricostruire l’unità strutturale del supporto e il miglioramento della stabilità della tela dipinta.
I lavori vengono eseguiti da Michele Pagani e Maria Lucia Rocchi di Etra, società di conservazione e restauro di beni culturali e storico-artistici con sede a Lugo.

«Il teatro comunale di Bagnacavallo dopo quasi due secoli dalla sua fondazione conserva integralmente il suo apparato decorativo interno – spiega Pagani –. Ancora oggi le lucide pareti in scagliola accolgono una ricca e articolata decorazione realizzata con la tecnica pittorica più rappresentativa delle arti del XIX secolo: la pittura a tempera, cosiddetta pittura a secco. Questa tecnica, già largamente utilizzata a partire dal XVIII secolo, è impiegata non soltanto per decorare le superfici dell’architettura, ma anche per la realizzazione di scenografie e sipari volti a creare effetti architettonici illusionistici e tridimensionali come nel caso specifico del raro sipario del teatro di Bagnacavallo, ancora oggi movimentato per aprire e chiudere la scena.

Questi manufatti venivano realizzati direttamente sulla tela di iuta e canapa senza nessun tipo di preparazione, come invece di solito avveniva per i dipinti a olio su tela e volevano essere allestimenti momentanei e sostituibili.
Sono rari – puntualizza Pagani – gli esempi di pittura a secco su tela conservatisi fino a oggi. In Romagna, oltre al sipario di Bagnacavallo, si conservano gli allestimenti scenografici su tela di Villa Paolucci de Calboli a Selbagnone di Forlimpopoli, il sipario, seppur più recente, del distrutto teatro di Fusignano e poco altro ancora. L’intervento di restauro vuole essere prevalentemente un’operazione conservativa volta a mantenere e stabilizzare la fragile pellicola pittorica e il supporto in tessuto in parte usurati e indeboliti dall’utilizzo e dal naturale invecchiamento provocato dal fluire del tempo.»

Il costo delle opere, di 12mila euro, è sostenuto dal Lions Club di Bagnacavallo grazie a un service, ricorda la presidente Michela Michelini, «che ha visto il nostro club impegnato per due anni sociali (2018-2019, presidente Massimo Morandi e 2019-2020, presidente Renata Manzoni) nell’ambito di un impegno ormai consolidato negli anni e mirato al recupero dei beni artistici e culturali del nostro comune. Dopo l’installazione dei cinque medaglioni originari sulla facciata del Teatro Goldoni, il restauro della collezione di violini collocati all’ingresso del Ridotto recentemente inaugurato, il restauro del sipario storico – conclude la presidente – rappresenta ora un altro importantissimo tassello volto alla conservazione e valorizzazione dello splendido teatro di Bagnacavallo.»
La conclusione dei lavori è prevista prima della Festa di San Michele, in programma dal 25 al 29 settembre.