Mina nel Piombone: trasporto in alto mare e brillamento. Marina di Ravenna e Porto Corsini parzialmente evacuate

 

Summit in prefettura, questo pomeriggio, per elaborare le strategie di rimozione della bomba trovata nell’avamporto durante le operazioni di escavo e poi trasportata di nascosto nella piallassa Piombone (il punto preciso è coperto da segreto, così come i dettagli tecnici dell’ordigno, anche se si sa che si tratta di una mina marina).

Il D-Day sarà domenica 7 novembre.

Il prefetto Riccardo Compagnucci ha ‘bacchettato’ ancora una volta chi ha provocato questa situazione, visto che la bomba ora dovrà fare il tragitto esattamente contrario. “E’ stato un grande esempio di stupidità e di sfiducia nei confronti del pubblico. Se fosse stato chiamato chi di dovere, in 2-3 giorni la cosa si sarebbe risolta. Invece sono passati mesi perché c’è stata questa sottovalutazione. Noi ce la mettiamo tutta e ci dispiace di questa mancanza di fiducia”. “La situazione – ha proseguito Compagnucci – non è pericolosa in sé, ma per tipo di lavoro: si tratta di un’operazione complessa, con diversi elementi da considerare, compreso il passaggio in un canale”.

La fase più pericolosa è il transito in Candiano, cioè in uno spazio chiuso, dove un’eventuale esplosione potrebbe provocare serie conseguenze.

L’ordigno verrà fatto brillare in mare aperto. Le operazioni si svolgeranno in 2 giornate. Domenica mattina (dalle 8 circa) la bomba verrà imbracata ed estratta dal fango. Questa prima fase durerà circa 3 ore e non comporta rischi per la popolazione perché non ci sono zone abitate nelle vicinanze.

La seconda fase sarà quella di trasporto e sarà la più delicata. Per permetterne l’esecuzione, le zone abitate sulle sponde del Candiano – Marina di Ravenna e Porto Corsini – verranno evacuate nel raggio di 200 metri. In un raggio di 400 metri le persone dovranno rimanere al coperto, mentre in un raggio di 800 metri le abitazioni dovranno essere tenute con le finestre aperte. Anche questa seconda fase durerà circa 3 ore. Tutte le famiglie verranno avvisate anche tramite lettera.

La bomba verrà lasciata ‘a riposo’ a due miglia a largo e il giorno dopo, lunedì, verrà trasportata a 6 miglia e fatta brillare (sono previste circa 7 ore di lavoro, ma permane l’incognita delle condizioni marine). La sala operativa verrà allestita in Capitaneria di porto.

I punti critici

La particolare collocazione e il tragitto per il trasporto rendono l’operazione particolarmente delicata perché oltre che a zone abitate, l’ordigno passerà vicino a depositi costieri, zone industriali e oleodotti. Con la parte industriale c’è già l’accordo per il blocco delle attività e la chiusura delle tubazioni. Poi ci sono i circoli nautici e gli immobili turistici: tutti i proprietari non residenti verranno rintracciati e allertati.

La Protezione civile ha già fatto un censimento delle persone allettate, malate e disabili. I responsabili del 118 hanno chiesto che venga quantificato al più presto il numero di persone che necessitano di trasporto assistito. In caso di necessità sarà possibile spostare su Ravenna tutti mezzi di soccorso della Romagna (50), più eventuali aggiuntivi da altre centrali della regione.

 Vania Rivalta