Ancisi (LpRa): “Solite scogliere parallele. Altrove hanno successo i pennelli perpendicolari”

“E’ dei giorni scorsi l’approvazione da parte della Giunta comunale di Ravenna dello studio di fattibilità, realizzato da una società di ingegneria, che riguarda l’arenile di Lido di Dante. Non abbiamo le competenze per valutarla sul piano tecnico. Possiamo invece esprimerci, fondatamente, sul piano politico”. A parlare è Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna.

Lo studio di fattibilità
“Dello studio di fattibilità riportiamo i dati più comprensibili. Per quanto concerne il fronte dell’arenile, sono previsti un abbassamento della scogliera sommersa fino a -20 centimetri dal livello medio delle maree ed un ampliamento della larghezza fino a 20 metri verso il mare. Verrebbe chiuso il varco centrale esistente, ricalibrati i pennelli a nord ed a sud e allargati fino a 6 metri. Sarà riportato materiale sabbioso laddove necessita colmare la profondità delle scogliere verso il mare. Costo totale: 1.970.000 euro. Nonostante sia nota la progressiva erosione del tratto antistante la pineta fino alla foce del Bevano, nessuna opera vi è prevista – pur sapendo che è indifferibile proteggere quel tratto d’inestimabile pregio ambientale – poiché metterebbe a rischio le zone più a sud. L’intero progetto tiene conto delle linee guida per la gestione integrata delle zone costiere (GIZC), approvate con deliberazione del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna il 20 gennaio 2005. Si tratta di un progetto pilota che, monitorato nel corso degli anni, se desse risposte positive, potrebbe essere esportato in altre località ove esistono fenomenologie analoghe”.

I pannelli perpendicolari
“Ma questo sarebbe il terzo progetto pilota che sarebbe sperimentato a Lido di Dante. Sia col primo progetto Idroser, che col secondo, le attuali scogliere sommerse non hanno dato i risultati previsti, probabilmente a causa della mancata taratura, durante il corso del tempo, dei modelli matematici introdotti nelle simulazioni. Ci chiediamo, dunque, perché il terzo dovrebbe soddisfare le attese. Pur non essendo degli esperti, conosciamo, però, i risultati ottenuti da altre amministrazioni comunali e regionali con l’introduzione di pennelli perpendicolari alla costa. Marina di Massa, in provincia di Massa Carrara, ha difeso i quasi 8,5 chilometri del suo litorale con tali pennelli, placando il fenomeno dell’erosione, che altrimenti ne avrebbe cancellato le spiagge. Per la Regione Veneto, le scogliere perpendicolari alla costa veneziana, unitamente a ripascimenti appositi, costituiscono una procedura costante contro l’erosione marina e per la difesa della retrostante pineta, al punto da essere considerate il “miglior rapporto costi benefici, oltre alla migliore estensione di spiaggia fruibile”, nella relazione al progetto esecutivo del 5 giugno 2009. Jesolo, Eraclea e Caorle lo testimoniano. Altrettanto si può dire del litorale di Pellestrina, litorale di Cavallino, sempre nel veneziano. Il sistema di difesa con pennelli perpendicolari di Miami Beach, in Florida (USA), è riportato anche nel corso di biennio specialistico sulla dinamica costiera dell’Università degli Studi della Basilicata. Questo tipo di protezione restituisce alla costa un movimento armonico sinusoidale ed è anche meno impattante con l’ambiente rispetto alle disdicevoli scogliere emerse, parallele alla costa, che oscurano la visione dell’orizzonte. L’insistenza della Regione Emilia-Romagna e dello stesso Comune di Ravenna nel difendere le spiagge ravennati dall’erosione con tecniche palliative sperimentali che non si discostano dalle precedenti andrebbe dunque giustificata ai cittadini”.