Il commento di Nicola Grandi (Udc)

Nicola Grandi, segretario comunale Udc, commenta la querelle nata con la benedizione dell’asilo di Hera. L’assessore all’istruzione del Comune di Ravenna Stamboulis “non contenta dell’inqualificabile gesto di silenzio durante l’inaugurazione (messo in atto peraltro in buona compagnia di un’altra collega presente)”, “anziché scusarsi per la sceneggiata cerca di giustificare la sua posizione rispondendo a consiglieri della sua stessa maggioranza con argomentazioni tutt’altro che accettabili”.

 

Il tutto, prosegue Grandi, “proprio mentre pare che alcune famiglie (su segnalazione di un consigliere che siede fra gli stessi banchi) non trovino più le risorse economiche per poter far fronte alle spese per i pasti dell’asilo dei propri figli!

Mentre di questo ci si aspetterebbe si occupi un assessore, dobbiamo assistere invece ad una posizione ed un comportamento degni del più profondo e radicato estremo anticlericalismo più che di una posizione politica (peraltro legittima) che non trovano giustificazione alcuna nemmeno nel vago richiamo ad una “tutela delle minoranze religiose”.

I consiglieri e l’assessore che hanno preso posizione in merito dissociandosi da tale atteggiamento, abbiano semplicemente il coraggio di dire che questa convivenza con le ali estreme di una sinistra che non vuole uscire da tali e tanti pregiudizi non sono più possibili e, anziché invocare “maggior rispetto dei valori” ed accettare implicitamente questo torbido compromesso abbiano il coraggio di chiedere all’assessore di farsi da parte.

L’assessore da parte sua si sforzi invece di capire che il sacerdote non aveva altro scopo che invocare protezione su questa nuova attività e su chi vi vivrà quotidianamente e di convincersi che, oltre che prassi consolidata, la benedizione di una struttura pubblica da parte di un sacerdote cattolico è parte della nostra cultura e se non si riesce ad accettare nemmeno questo è decisamente il caso che pensi di rimettere il suo mandato”.