Ancisi (LpRa): “Erbacce alte fino due metri”

“Sono anni che alcuni cittadini segnalano al servizio Ambiente del Comune di Ravenna una situazione paradossale che sono costretti a subire. Quest’anno qualcuno ha scritto sia alla dirigente del servizio (due volte) che all’assessore competente, senza ottenere alcun risultato”. La denuncia è di Alvaro Ancisi, capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna.

“Si tratta della fascia di verde pubblico che fiancheggia il tratto di circonvallazione di via Saragat, tra la rotonda Olanda e la rotonda Portogallo, delimitata anche dalle vie Valgimigli, Leopardi e Majoli, confinante con l’oratorio della nuova chiesa di Santa Maria del Torrione, con delle abitazioni private e con un parco di verde pubblico frequentato da numerosi giovani. Quest’area viene sfalciata molto raramente. Le poche volte in cui ciò avviene, lo sfalcio viene eseguito sommariamente e con l’abbandono al suolo dell’erba tagliata, che, prima di seccare, macera all’aria aperta. Si può definirla un’area incolta in pieno centro abitato. Negli ultimi due anni, nell’ambito del mese dell’albero in festa, l’area è stata in gran parte piantumata dai bambini delle scuole materne con fitocelle di alberi, il cui sviluppo – nelle intenzioni – dovrebbe produrre un importante filtro vegetale per le abitazioni private e la parrocchia nei confronti della viabilità circostante. Solo a seguito dell’ultima approssimativa falciatura dell’estate scorsa, alcune di quelle piantine sono riapparse, mentre altre sono ormai nascoste, da oltre un anno, da erbacce che superano il metro e mezzo di altezza. Vi sono zone dove la sfalciatura risulta impossibile da eseguire, a causa del fondo sconnesso per avvallamenti, cumuli di terra e detriti vari, e dove quindi le erbacce superano i due metri”.

“Una deliberazione della Giunta comunale del 7 settembre scorso ha approvato un progetto per la bonifica e la messa in sicurezza della zona di orti abusivi ricavata nella parte ridotta dell’area verde in questione che confluisce nella rotonda Portogallo e che, in realtà, ne ha estremo bisogno da anni, anche per ragioni di salute e di incolumità pubblica. Vi si legge che l’intera area è comunque “un’area verde pubblica”, che fu ceduta al Comune “tal quale – ovvero come campo agricolo e non come area verde realizzata – alcuni anni fa, di fatto rimasta un incolto per molti anni”. In sostanza, avrebbe dovuto essere il Comune a sistemarla adeguatamente, avendola invece lasciata incolta. Eppure, si legge ancora nella deliberazione, “con il completo sviluppo della lottizzazione su via Valgimigli, Majoli, ecc. e con la realizzazione della nuova parrocchia del Torrione, il mantenimento dell’area ad incolto… risulta incompatibile con lo sviluppo delle aree residenziali circostanti”.

“Al danno non manca la beffa. Nella deliberazione è scritto che “pur non essendo l’area in questione una vera e propria area verde” (fin qui ci si può credere), “la sua manutenzione prevede comunque sei sfalci annui come le vicine aree che sono, invece, identificate come tali”, cioè il parco racchiuso tra la rotonda Portogallo e le vie Montale e Vincieri. Ciò significa che il Comune di Ravenna paga ad Azimut, società comunale che ha in gestione le aree verdi, sei sfalci l’anno, mentre, secondo un fenomeno generalizzato che Lista per Ravenna non cessa di denunciare, ne vengono fatti molti di meno. Cittadini del posto segnalano che, sia nell’area verde incolta che nel parco, gli sfalci quest’anno sono stati tre. Nel parco stesso, le erbacce arrivano a mezzo metro. Tanto nessuno controlla mai niente”.

“Peraltro, la stagione estiva è passata senza che l’ordinanza anti-zanzare del sindaco abbia avuto alcun effetto sul posto, per quanto essa prescriva che gli spazi aperti, pubblici e privati, devono risultare “sgombri da erbacce, da sterpi e rifiuti di ogni genere” e che vi si debba “provvedere al taglio periodico dell’erba”. Buon esempio di come l’amministrazione comunale sia la prima a violare le proprie disposizioni, contro le cui infrazioni il sindaco scatena la polizia municipale alla caccia dei cittadini trasgressori.
Si chiede dunque ragione di quanto sopra esposto e se e quando si intenda affrontarne la decorosa soluzione”.