Stop ai sedicenni, voto agli immigrati solo se tesserati: le critiche di Sel

La questione del voto agli immigrati alle primarie del centrosinistra continua a suscitare polemiche. Valentina Morigi, candidata per Sinistra Ecologia Libertà, afferma: “Sono orgogliosa di essere iscritta ad un partito che non è sceso a trattativa sui diritti. Quando mi è stata comunicata la scelta di concedere il voto solo ai migranti tesserati ad un partito, ho seriamente pensato di ritirare la mia candidatura. Resto in campo perchè gli attestati di stima e solidarietà ricevuti in questi giorni, mi spronano ad andare avanti, e per non arrendermi a questo atto di miopia politica.

Oltre i partiti, ci siamo noi: i candidati alle primarie, e credo che possiamo personalmente impegnarci tutti e quattro, per chiedere di invertire questa scelta. Chiunque verrà eletto, tra noi, sarà candidato a rappresentare tutti i cittadini, migranti e non, per questo chiedo agli altri tre candidati un impegno comune: chiediamo ai partiti che questo meccanismo venga rivisto, per allargare gli spazi di partecipazione e democrazia, per consentire ai cittadini migranti di esprimersi, così come è sempre avvenuto, alle primarie svolte sino ad ora a Ravenna”.

 

Secondo la Federazione ravennate di Sinistra Ecologia e Libertà l’accordo di ieri ha segnato “una brutta pagina”.

 

“Partito democratico e repubblicani hanno infatti scelto, votando a maggioranza, di forzare le regole sconfessando alcuni principi da sempre alla base delle primarie.
Per la prima volta da quando si tengono queste consultazioni, sedicenni e migranti saranno infatti esclusi dalla possibilità di esprimere il loro voto, salvo che questi ultimi siano tesserati ad un partito della coalizione”.

“Non esistono altre motivazioni se non la volontà di piegarsi ad un diktat dei repubblicani, che si doveva rifiutare, come Sel ha fatto”, ricorda il partito.
 

“Non si tratta di arroganza, né della volontà di imporre ad altri le proprie decisioni. Si sarebbe trattato semplicemente di difendere il principio che sui diritti non si può arretrare, soprattutto quando questi hanno a che fare con l’allargamento della partecipazione democratica.
Il voto ai migranti non deriva da un vezzo o da un capriccio, ma dalla volontà di affermare che il centrosinistra è favorevole ad un allargamento della cittadinanza piena e che nella nostra visione della società la distinzione fra cittadini di serie A e B è da superare il prima possibile.
La scelta di ieri di Pd E Pri era nell’aria, ma fino all’ultimo abbiamo sperato che prevalesse la forza della politica.
Così non è stato e non nascondiamo che la nostra prima reazione è stata abbandonare non solo il tavolo delle regole, ma quello delle primarie per intero.

Non lo faremo, ma solo per rispetto delle tante cittadine e cittadini che in questi giorni hanno accolto con entusiasmo la candidatura di Valentina Morigi come vera possibilità di cambiamento.
Non lo faremo perché nulla come la scelta di ieri dimostra la necessita di esserci, a partire da queste primarie, per chiedere ai cittadini di sostenere un’idea diversa della politica, in cui i valori non possano essere sempre negoziati con disinvoltura, in cui governo non coincida con cinismo.
Sel nasce per questo, e per questo oggi non arretriamo. Sicuri che le primarie ancora una volta ci diranno quanto il popolo del centrosinistra sia spesso più lucido e avanzato delle segreterie di partito”.