I Giovani Democratici: “Dopo la manifestazione di oggi il nostro impegno continua”.

“In una giornata come quella del 17 Novembre avremmo dovuto poter parlare di potenzialità, di opportunità, di speranze. Le potenzialità, le opportunità e le speranze non solo della nostra generazione ma della nazione intera”, commentano i Giovani Democratici di Ravenna.

Per questo stamattina siamo “scesi in piazza insieme a Rete degli Studenti Medi, FLC CGIL, coordinamento precari e rappresentanti d’istituto”, “e non per mettere il cappello sulla manifestazione, come qualcuno ci ha accusato di voler fare – afferma Federica Degli Esposti, segretario provinciale dei Gd –. Eravamo lì, senza bandiere, perché tagliare indiscriminatamente fondi a scuola e università pubblica, significa ipotecare il futuro dell’intera nazione. Ed è esattamente ciò che sta facendo questo governo da due anni. Noi, invece, abbiamo un’idea diversa”.

Vogliamo un paese in cui l’istruzione sia considerata una priorità, non uno Stato tra gli ultimi per percentuale di Pil investito.

Un paese in cui a tutti i cittadini vengano assicurate uguali condizioni di partenza, non uno Stato in cui il futuro è determinato dalla famiglia in cui si nasce o dalla regione in cui si vive.

Un paese in cui, come è scritto nella Costituzione, ai meritevoli sia concesso di poter raggiungere i più alti gradi di istruzione, non uno Stato in cui vengono tagliati i fondi per le borse di studio.

Un paese in cui gli insegnanti siano considerati una risorsa, che capisca la necessità di formarli continuativamente, non uno Stato che li taglia a migliaia, senza un progetto pedagogico.

Un paese che abbia a cuore la sicurezza dei suoi studenti, non uno Stato in cui la maggior parte degli edifici scolastici non è a norma.

“E’ chiaro a tutti – continua Federica Degli Esposti – che dietro le parole di Berlusconi, Tremonti e della Gelmini non sta la tanto sbandierata volontà di razionalizzazione. Se ciò fosse vero, infatti, mi chiedo come si spiega la restituzione quasi totale (245 milioni di euro) dei finanziamenti alle scuole paritarie. Il governo vuole una scuola ed un’università elitarie, in cui il sapere è vincolato e la conoscenza un privilegio e la crisi non è una scusa. Dalla crisi bisogna scegliere come uscire, noi abbiamo definito le nostre priorità”.