La candidata Serena Fagnocchi

Serena Fagnocchi ha incontrato al Punto Pd di Ravenna gli operatori di due settori importanti per la cultura e l’artigianato locali: il mosaico e la ceramica d’arte.
Con il contributo anche di alcuni esperti del settore, si è riflettuto su come valorizzare questi fattori di qualità della realtà provinciale, rendendola un’area di attrazione particolarmente rilevante per i circuiti artistici e culturali, oltre che per i fruitori di un turismo diverso da quello di massa.
 
Mosaico e ceramica, infatti, secondo le opinioni espresse da Nino Carnoli ed Everardo Minardi, sono due componenti della produzione culturale che possono migliorare il loro impatto sulle prestazioni dei sistemi economici territoriali e provinciale. Sempre che si possano anzitutto risolvere taluni punti di debolezza del settore al punto da pregiudicare lo sviluppo effettivo dell’artigianato del mosaico e della ceramica.
 
“Uno dei temi affrontati – fa sapere il comitato che sostiene Fagnocchi – è stato quello dell’istruzione e della formazione degli operatori del settore: la riforma Gelmini prevede la scomparsa degli istituti d’arte per il mosaico e per la ceramica, per lasciare spazio a generici licei artistici, privi della componente essenziale dell’apprendimento di quelle abilità manuali cruciali per formare una nuova generazione di  creatori e produttori del settore. Anche il nesso tra sistemi delle istituzioni culturali (musei e centri culturali) e botteghe artigiane rivela deficit consistenti, che creano problematicità crescenti per l’efficacia delle azioni di tutti gli attori delle istituzioni culturali da un lato e dei produttori artigiani dall’altro.
 
La piena consapevolezza del grande capitale culturale e sociale di cui dispone la nostra comunità rende possibile la progettazione di prospettive nuove per un ente come la Provincia che, proprio partendo dal riconoscimento delle qualità e delle specificità del ravennate, può portarli ad una visibilità e ad una fruibilità di livello internazionale.
 
Quindi una Provincia che libera e rafforza -con la presenza dei suoi programmi di supporto e di formazione rivolti alle istituzioni e alle imprese artigiane, soprattutto giovani- le potenzialità fortemente presenti, ma disperse nel territorio.
 
Questi sono i temi da mettere al centro di una proposta seria, che sia fatta non di spot evanescenti, bensì come occasione per piantare semi di recupero della tradizione e di rilancio culturale ed economico della nostra società, tanto più nella prospettiva di Ravenna Capitale Europea della Cultura”.