La presentazione della candidata Pd alla presidenza della Provincia

“Donne, giovani, ambiente”. Sono questi i temi centrali da cui si snoda il programma presentato questa mattina dalla candidata Pd alle primarie per la presidenza della Provincia Serena Fagnocchi.

“Questi tre temi – spiega la Fagnocchi – si andranno ad intrecciare con i valori fondanti della nostra visione politica: giustizia sociale, sostenibilità, cultura e trasparenza. Quello che vogliamo proporre è un cambio di passo: fin’ora si è governato bene ma già da qualche anno stiamo attraversando una fase di criticità che le ‘ricette del passato’ non sono più in grado di affrontare.
È un problema complesso che coinvolge questioni come il precariato e la sostenibilità ambientale. Questi ultimi fin’ora sono stati considerati in contrasto con lo sviluppo economico, è necessario trovare un nuovo modello di società capace di integrare queste istanze.
Donne, giovani e ambiente sono tre fili che si devono andare ad annodare con lo sviluppo e l’economia.

Per quanto riguarda l’ambiente – continua la candidata – ritengo fondamentale iniziare a ridurre il consumo del territorio. Attraverso l’incentivo alla ristrutturazione e al risanamento del patrimonio edilizio esistente possiamo favorire il recupero dei nostri bellissimi stupendi centri storici, sempre meno abitati, soprattutto dai giovani. Penso anche a città ‘a misura di bimbo’ sul modello europeo, in cui vengono creati percorsi che permettono ai più piccoli di andare a scuola da soli, una soluzione ancora impensabile nel nostro territorio. Sul tema dei rifiuti dobbiamo invece iniziare a promuovere politiche di effettiva diminuzione del rifiuto e legare la tariffazione all’effettiva produzione come già avviene in altri Paesi europei.

Altro aspetto fondamentale è la cultura, che ha due facce, quella della formazione e gli investimenti. Il primo aspetto ha ancora pochissimi riscontri nel nostro territorio, dove ‘la società del sapere’ è ancora un concetto lontano. È necessario prendere a modello i paesi che investono in formazione e istruzione perché tutto il sistema deve essere riparato. Stiamo assistendo ad un’anoressia scientifica drammaticamente diffusa, con ripercussioni in ogni ambito sociale e produttivo.
Sono necessari poi metodi per facilitare l’ingresso nel mondo dei lavoratori degli studenti, come la pratica Pil (Percorsi di orientamento lavorativo), introdotta dall’Università di Ferrara che ha dato risultati straordinari.
L’altra faccia della cultura riguarda la ricerca di spazi, vecchi e nuovi. Si possono per esempio individuare nel territorio edifici dismessi e convertirli in Case della Cultura per fare musica e arte. Creare sinergie coi privati per trovare spazi dove ogni giovane creativo possa creare e promuovere il proprio lavoro”.
La candidata interviene poi sulla candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura, definendola una “favolosa occasione per seminare cultura indipendentemente dal risultato. È ora di smettere di pensare che ‘con la cultura non si mangia’. Abbiamo esempi di città come Manchester che proprio in un periodo di forte crisi hanno iniziato ad investire a 360° gradi nel mondo culturale con teatri, mostre, cinema, concerti, riscuotendo con grandissimo successo. Quello della cultura è un investimento a lungo termine.

In una società in cui gran parte delle funzioni amministrative sono trasferite alla Regione e ai Comuni, infine, è necessario inquadrare nuovamente il ruolo della Provincia come ente ad area vasta di progettazione e gestione dei servizi e di coordinamento delle politiche comunali” ha concluso la Fagnocchi.
(v.v.)