Luisa Babini (Pri) ha incontrato la Confesercenti e avanzato alcune proposte

La candidata del Pri alle primarie del 19 dicembre, Luisa Babini, ha incontrato nei giorni scorsi una rappresentanza della Confesercenti, composta dal presidente provinciale Roberto Manzoni, dal presidente comunale di Ravenna Gianluca Gasperoni, dal segretario provinciale Roberto Lucchi e dai funzionari Mirella Satanassi e Giacomo Costantini.
Durante l’incontro, incentrato prevalentemente sui temi legati alla grave crisi economica che ha colpito il settore, Babini ha condiviso la necessità che la Provincia svolga un forte ruolo di programmazione. “L’ente – ha dichiarato la candidata – non può e non deve limitarsi ad essere la mera sommatoria delle volontà e delle scelte politiche che si fanno nei 18 Comuni. A volte servirebbe addirittura una programmazione sovra provinciale, specialmente quando si tratta di impostare e localizzare i grandi centri commerciali o gli outlet”.

I rappresentanti di Confesercenti hanno poi messo in evidenza quanto la grave crisi abbia colpito le imprese commerciali. Nei primi 9 mesi di quest’anno sono 674 le aziende che hanno chiuso i battenti.
In definitiva, nonostante vi sia stato un discreto numero di altre aziende che hanno aperto, il saldo resta pesantemente negativo e per ogni impresa commerciale che chiude si perde, oltre ai posti di lavoro, anche economia.
A fronte della crisi, le misure da mettere in campo non possono essere le sole Cooperative di garanzia, che pur rivestendo un ruolo importante da sole non bastano. Occorre anche rivisitare il versante della formazione professionale degli operatori, i quali hanno bisogno di riqualificazione e di riposizionamento nel mercato del lavoro.
Vanno inoltre realizzate, finalmente, quelle infrastrutture che da troppo tempo sono solo sbandierate. L’insoddisfazione del settore del commercio è emersa in tutta la sua forza, dovuta alla forte preoccupazione che attanaglia il comparto, per il quale non si vedono luci all’orizzonte.
Una preoccupazione resa ancor più pesante, come spiega una nota del Pri, “dai comportamenti di una certa classe politica. Se ad esempio va in crisi l’edilizia, o qualche altro settore, allora la politica se ne preoccupa; se invece siamo alla saturazione commerciale, non se ne occupa nessuno”.

Qualche delusione, per certi versi inaspettata perché le Istituzioni locali sembravano più attente e sensibili, scaturisce anche dall’esame dei documenti preparatori della Conferenza Economica Provinciale, dove il tema del commercio è trattato in termini incompiuti.
Luisa Babini si è impegnata ad adoperarsi per dare risposte positive alle aspettative degli operatori del settore.