“Mio dovere reagire ai rischi di divisione”. Costituzione, “innovazione indispensabile”

Il Teatro Alighieri è stata la seconda tappa della visita a Ravenna di Giorgio Napolitano. Qui il capo dello Stato ha partecipato al convegno “Ravenna e l’Unità d’Italia: 150 anni di una passione popolare”. Dopo gli interventi del sindaco Fabrizio Matteucci, del presidente della Provincia Francesco Giangrandi, del presidente della Regione Vasco Errani e del presidente della Fondazione Oriani Sauro Mattarelli l’incontro è stato chiuso dai saluti del presidente della Repubblica. 

“Sono lieto di concludere l’iniziativa della città di Ravenna, con la quale sono legato da un antico patrimonio di ricordi – ha dichiarato Napolitano. Le mie parole sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia e sul tricolore sono state ben comprese e hanno suscitato reazioni costruttive. È mio dovere reagire ai rischi di divisione nel paese in questa fase così delicata per l’Europa e per il mondo. C’è bisogno di slancio per le nuove sfide”.
Il presidente ha poi auspicato una maggiore coesione tra le istituzioni e tutte le forze economiche, sociali e culturali del paese. Definendo “pilastri” l’associazionismo, il volontariato e la cooperazione.

Napolitano ha quindi sottolineato la necessità di rilanciare il patrimonio di unità nazionale, pur nel rispetto delle varie differenze. Secondo il capo dello stato il Tricolore è un simbolo nel quale si possono riconoscere italiani di ogni parte. Un simbolo che fu prima della monarchia e poi della repubblica basata sulla costituzione. Fatti salvi i principi, ha esortato il presidente, occorre trovare la strada per “l’indispensabile innovazione” così come stabilito dall’art 9 e dal titolo V della carta costituzionale.