La replica di Bazzoni al vicesindaco

 “Il vicesindaco Mingozzi mi attacca con un pesante comunicato perché ho osato ricordare un martire politico repubblicano, sottolineando come nessuno dalle istituzioni abbia sentito la necessità di ricordare a Napolitano come la resistenza a Ravenna non sia stata solamente quella che ci hanno raccontato, ma anche quella che avrebbe spiegato con forza Marino Pascoli, se non l’avessero ucciso”. Inizia così la replica di Gianguido Bazzoni, coordinatore provinciale del Pdl, all’intervento del vicesindaco Giannantonio Mingozzi su Marino Pascoli.

“La lunga pratica consociativa (ben ricompensata) con il Pci e le sue successive denominazioni forse hanno fatto dimenticare a Mingozzi che i valori non si difendono solamente in qualche sporadica manifestazione di pochi iscritti, ma soprattutto nella propria presenza nelle istituzioni e nei momenti istituzionalmente rilevanti.
Mingozzi – prosegue Bazzoni – poteva cogliere l’occasione della presenza di Napolitano per far sì che non si compisse la solita litania sui buoni ed i cattivi, ma che finalmente venissero a galla anche alcune verità scomode e si facesse finalmente luce sul periodo ’44-’48 e sul ‘terrore rosso’ instaurato nelle nostre terre. Nella sede comunale di Ravenna troneggia un busto di Boldrini, personaggio discusso ed emblema di una divisione che non si è mai sanata, mentre non è mai stata riconosciuta a Pascoli neppure la qualifica di partigiano, come cinicamente comunicò il Comune di Ravenna in risposta ad un’interrogazione che l’allora consigliere Ridolfi aveva posto in Regione.
Inviterei il vicesindaco Mingozzi, invece che prendersela con me, a battersi perché l’amministrazione comunale deliberi di posare un busto di Marino Pascoli nello stesso salone in cui sono presenti quelli di Zaccagnini e Boldrini, per ristabilire le verità storiche ed onorare la grande tradizione e storia dei repubblicani ravennati.
Posso assicurare che da parte dei consiglieri del Popolo della Libertà vi sarà il massimo appoggio a questa sua iniziativa, se lui, come sono certo, vorrà prenderla.
Per quanto riguarda le domande che Mingozzi pone su cosa voglio rappresentare o cosa voglio difendere, posso assicurargli che mi batto con forza per difendere i valori della mia terra, di cui fa parte anche la figura di Marino Pascoli e la vera tradizione repubblicana, ormai troppo svilita dai suoi epigoni”.