Stasera l’avvio della stagione 2011. Concerti, cinema e spettacoli

Il Teatro Socjale di Piangipane riapre le porte con una ricca programmazione di spettacoli e musica di vario genere. Concerti, tributi, film d’essai, operetta segnano una stagione che, a partire da stasera, accompagnerà i ravennati fino al 15 aprile 2011.

“A distanza di 90 anni dalla sua nascita il Teatro Socjale continua inarrestabile la sua attività – spiega Maria Grazia Marini, dirigente servizio Attività Culturali del Comune di Ravenna. Era il 1921 infatti, quando i braccianti di Piangipane inauguravano l’attività del teatro, uno dei primi esempi di edilizia popolare ricreativa. Allora i braccianti si portavano le sedie da casa, per passare in compagnia qualche ora del poco tempo libero che avevano”.
Completamente restaurato nel 2007, il teatro ha mantenuto il suo aspetto originario, di ispirazione dèco.
“Dal 2005 è nata la Fondazione Teatro Socjale che gestisce le attività della struttura e di cui fa parte anche il Comune – aggiunge la Marini. Il Socjale ormai fa parte della nostra storia, è una tradizione che continua”.

Una storia che nel tempo ha visto passare artisti del calibro di Paolo Conte e Francesco Guccini, “fino ad Arturo Brachetti, ospite straordinario di questa stagione – commenta il presidente del Circolo Teatro Socjale Danilo Morini. Insieme a Ravenna Manifestazioni presenteremo in esclusiva al teatro Alighieri lo spettacolo “Brachetti, ciak si gira” il 5 e 6 aprile.

In occasione dell’apertura della stagione musicale (il 14 gennaio) proponiamo al nostro pubblico affezionato una giovane ma già affermata artista che, accompagnata dal maestro Teo Ciavarella, darà vita ad un tributo alla canzone d’amore nei tempi e nel mondo”.

Il 21 gennaio torna, a grande richiesta, l’appuntamento ormai storico con l’operetta che vedrà in scena “La Principessa della Czarda” a cura della Compagnia Belle Epoque del maestro Tazzari.
Il 28 gennaio sarà la volta di un progetto inedito, una sorta di festival blues con cinque leader band del blues italiano per la prima volta insieme sul palco (Vince Vallicelli, Joe Galullo, James Thompson, Nick Becattini, Pippo Guarnera).
A 75 anni dalla sua nascita i Goodfellas proporranno il 4 febbraio un tributo al re del rock Elvis Presley mentre l’11 febbraio sarà Marco Francini che salirà sul palco per rendere omaggio al grande Domenico Modugno. Il 18 febbraio invece i toscani Killer Queen proporranno un’inedita rielaborazione dei Queen.
Anche quest’anno Mattew Lee, insieme a sei musicisti d’eccezione, sarà il protagonista di una serata all’insegna del rock’n’roll più genuino (25 febbraio).
Il 4 marzo il sound urban fok della band forlivese Gattamolesta darà vita ad un mix esplosivo dall’animo etno beat.
Gli spettacoli proseguiranno fino al 15 aprile, con lo spettacolo di chiusura a scopo benefico con “i minicantanti di Elix Bellotti” sul palco dopo 30 anni.

I martedì con il cinema, in partenza stasera, vedranno due rassegne, “I grandi di Francia” e “Strana America”. La prima, per gli amanti del film d’essai francese, vedrà in programma: Potiche (11 gennaio), Gli amori folli (18 gennaio) e Mammuth (25 gennaio).
La seconda, dedicata alle pellicole americane “alternative”, partirà il 1° febbraio con Somewhere, Gentlemen Broncos (8 febbraio), Humpday (15 febbraio), Perdona e non dimentica (22 febbraio). Come da tradizione ritorna anche la formula “cinema+cappelletti+bicchiere di vino” a 10 euro.

“In anni come questi in cui assistiamo allo svilimento della cultura è bene ribadire che lo spettacolo ha anche una dimensione economica importante – ha commentato il direttore artistico di Ravenna Festival Franco Masotti. Nel nostro Paese sono 300.000 gli operatori che lavorano nel campo della cultura. Se nel 1921 i braccianti si portavano le sedie da casa oggi invece ci sono persone altrettanto ‘legate’ alle proprie poltrone il cui obiettivo è quello di chiudere teatri e centri culturali. La nostra geografia si caratterizza per un’ostinata tenacia nel portare avanti questi luoghi di convivialità. Il nome stesso ‘teatro sociale’ parla di un luogo in cui ci si riconosce ancora insieme”.  (v.v.)