Il capolavoro di Gounod non era mai stato rappresentato prima a Ravenna

Sarà “Roméo et Juliette” di Charles Gounod a inaugurare la stagione d’opera 2011 del teatro Alighieri. Il capolavoro dell’Ottocento francese non era mai stato rappresentato prima a Ravenna e andrà in scena sabato 15 gennaio alle 20.30 (replica domenica 16 alle 15.30).

Regia e scene del nuovo allestimento del teatro Verdi di Pisa sono firmate da Andrea Cigni (impegnato nella passata stagione nella produzione de ‘La figlia del reggimento’ di Donizetti), mentre Michele Rovetta, giovane direttore con alle spalle una prestigiosa carriera in Germania (già assistente di Barenboim alla Deutsche Staatsoper), dirigerà l’Orchestra e il Coro della Toscana; i costumi sono di Massimo Poli e le luci di Fiammetta Baldiserri.

L’opera ispirata alla celeberrima tragedia di Shakespeare e composta per il Théâtre Lyrique di Parigi, dove fu rappresentata per la prima volta nel 1867, nasce negli anni della maturità di Gounod, ma è memore dell’impressione straordinaria che, nel 1839, la ‘sinfonia drammatica’ di Berlioz Roméo et Juliette suscitò sul compositore allora ventunenne. Gounod, infatti, all’epoca studente fra i più brillanti del Conservatoire, ebbe modo di ascoltarla – diretta dallo stesso Berlioz – durante una delle prove dell’esecuzione, avvenuta proprio al Conservatorio di Parigi. Trent’anni dopo, Gounod si avvalse del libretto di Jules Barbier e Michel Carré per comporre un’opera di grande cantabilità, caratterizzata da una ricca strumentazione e da armonie semplici ma raffinate, in grado di seguire con forte partecipazione emotiva il tragico amore dei due giovani innamorati veronesi, che contrastato dalle rispettive famiglie (i Capuleti e i Montecchi) li condurrà fino alla morte.
Dall’esordio al Théâtre Lyrique, passando per la ripresa del 1873 per l’Opéra-Comique, fino all’approdo nel 1888 all’Opéra, ‘Roméo et Juliette’ ha subito diverse modifiche per mano del suo stesso autore e, anche se dal 1888 in poi per lo più è stata presa a riferimento la versione data all’Opéra, le messe in scena degli anni a venire si sono assai differenziate, vuoi per l’adozione dei tagli sanciti dalla tradizione, vuoi per la possibilità di combinare le diverse stesure dell’autore.

“Nell’esecuzione dell’Alighieri – sottolinea Rovetta – lo spettatore informato non ritroverà alcuni brani che magari conosce da un’incisione discografica”. Si è scelto infatti di rinunciare al balletto (non consueto nella tradizione del teatro d’opera italiano, ma all’epoca elemento indispensabile per alcuni teatri parigini e presente nella versione che Gounod preparò per l’Opéra) e al canto nuziale nella scena finale del quarto atto. Rovetta invece, sollecitato dalla corrispondenza tra l’autore e Bizet, ha scelto di offrire allo spettatore l’occasione di ascoltare dal vivo parti dell’opera raramente eseguite, tra cui l’Entr’acte tra il quarto e il quinto atto (che Gounod riteneva “assolutamente necessario”) e l’esecuzione integrale del duetto tra Romeo e Giulietta al termine del secondo atto.

Andrea Cigni colloca la vicenda in un luogo senza tempo – come a-temporali sono i costumi di Massimo Poli – la cui cifra cromatica dominante sarà il blu intenso sottolineato dalle luci di Fiammetta Baldiserri. “I temi narrati, le passioni, l’odio, i contrasti, l’amore, non possono trovare collocazione in uno spazio e in un tempo che non riconosciamo come nostro e – spiega ancora il regista – devono essere vicini, tangibili, verificabili. Non riesco ad affezionarmi a un Romeo in calzamaglia e piumetta in testa e non riesco a pensare ad una Giulietta imbellettata in un vestitino cinquecentesco affacciata da un balconcino di cartapesta con una lunga treccia bionda. Mi riesce più facile vedere due ragazzi che potrei incontrare ovunque, due storie che si incrociano, due destini che cercano di unirsi tra le difficoltà di due famiglie che non si stimano, che si oppongono con forza alla nascita di un bene superiore tra due persone”.

Al debutto nei ruoli tutti i cantanti, a partire dagli interpreti che si alterneranno nei ruoli protagonisti: Monica Tarone e Oriana Kurteshi nelle vesti di Giulietta, Alessandro Luciano e Giulio Pelligra nei panni di Roméo. Completano il cast Silvia Regazzo (Stéphano), Marlene Lichtenberg (Gertrude), Carlos Natale (Tybalt), Nicola Vocaturo (Benvolio), Brian Nickel (Mercutio), Nejat Isik Belen (Pâris), Antonio Pannunzio (Grégorio), Park Taihwan (Capulet), Abramo Rosalen (Frère Laurent) e Alberto Zanetti (Le Duc de Vérone).
Il Coro della Toscana è affidato alle cure di Marco Bargagna.

L’opera sarà eseguita in lingua originale con sopratitoli in italiano.

Informazioni e prevendite: 0544 249244 – www.teatroalighieri.org