Grande adesione delle scuole ravennati – 31 classi di elementari, medie e superiori, per cinquecento studenti affluiti in due turni – questa mattina alla mostra sul Tricolore d’Italia allestita nel Palazzo dei congressi di largo Firenze. I ragazzi hanno anche assistito alla proiezione del filmato “Ravenna e il 150° dell’Unità d’Italia” e all’esecuzione di alcuni brani musicali a cura dell’istituto Verdi.

Come spiega il Comune, nei saluti e nelle relazioni introduttive, il vicesindaco Giannantonio Mingozzi e lo storico Sauro Mattarelli hanno posto l’accento sull’attualità dei valori risorgimentali in un’Italia unita e di un concetto di patria che sappia spiegare l’evoluzione della nostra Carta costituzionale e i fatti storici che ne sono fondamento.

Gli studenti si sono dimostrati molto interessati, oltre che alla mostra delle bandiere illustrata dal curatore Pietro Compagni, anche alla storia della Trafila garibaldina e al valore simbolico che oggi in Romagna il mito di Anita e di Garibaldi rappresentano. Alcuni studenti hanno consegnato brani scritti proprio per l’occasione e anche una breve poesia.

“Mi fa piacere – commenta il vicesindaco Mingozzi – che anche i giovani dimostrino passione e attaccamento a questi valori, perché è a loro che dobbiamo consegnare il testimone della nostra storia patria; le scuole ravennati, con i loro docenti, dimostrano di apprezzare sia il taglio storico della nostre celebrazioni sia la visione di importanti documenti e la visita a luoghi come il capanno Garibaldi, il museo del Risorgimento e la casa di Anita a Mandriole. In sostanza un buon segno per il futuro e anche la conferma che i nostri giovani sono il vero patrimonio su cui investire”.

Al termine di entrambe le visite è stato suonato l’inno di Mameli, cantato e applaudito dagli studenti.

A tutti i ragazzi è stato consegnato l’opuscolo “Ravenna Risorgimento Resistenza Repubblica”, sulla visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Ravenna e sulle principali bandiere esposte nella mostra di largo Firenze, curato dalla Fondazione Museo del Risorgimento.