Questa mattina al Teatro Alighieri la presentazione di “Fabula in Festival”

“Fabula in festival” è il titolo della XXII edizione del Ravenna Festival, in programma dal 7 giugno al 9 luglio. Il programma è stato presentato questa mattina al Teatro Alighieri dai tre direttori artistici Cristina Mazzavillani Muti, Franco Casotti, Angelo Nicastro e dal sovrintendente Antonio De Rosa.

Ad introdurre l’incontro il sindaco Fabrizio Matteucci che dopo aver salutato il nuovo prefetto Bruno Corda ha reso noto che nelle prossime settimane verrà presentata la prima griglia per la candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura. “Ravenna Festival sarà un’ottima vetrina per avviare il confronto” ha dichiarato il sindaco.

“Dopo i temi ‘profondi’ delle edizioni precedenti ora c’è voglia di leggerezza – ha spiegato Cristina Mazzavillani Muti. Le favole di oggi sono crudeli, favole come quelle di Sara, di Yara, dei militari morti in Afghanistan. Cosa raccontare allora ai nostri bambini? Meglio ricominciare a raccontarci favole, favole fatate, piene di fantasia, che ci riportano al bello, a quella parte di noi che è rimasta bambina e che non scomparirà mai. Il logo di questa edizione, realizzato dall’artista faentino Cesare Reggiani, rappresenta un folletto che esce da un albero e dice “ssh” adesso è il momento di ascoltare delle storie”.

“L’idea di dedicare il festival al tema della fiaba nasce da una cena con Mattew Bourne, il grande coreografo inglese che presenterà a Ravenna, in anteprima per l’Italia, il suo Cinderella” chiosa Franco Masotti. Presente alla conferenza stampa di presentazione Bourne ha introdotto la sua opera: “Cinderella è una favola universale che tutti conoscono, io ho cercato di raccontarla in un modo diverso, dopo essere rimasto letteralmente affascinato dalle musiche di Sergej Prokof’ev. Ecco perché ho deciso di ambientare la mia Cinderella in una Londra devastata e terrorizzata dai bombardamenti nel periodo della guerra, fatta di innamoramenti facili e veloci dovuti al bisogno di sfuggire alla realtà. Nonostante questa ambientazione è comunque una favola rivolta ai giovani e gli anziani”.

Oltre a Mattew Bourne la sezione dedicata alla danza propone al pubblico un’altra punta di diamante della danza inglese, Wayne Mc Gregor, il cyber coreografo influenzato dal mondo della scienza a cui è stata assegnata la cura di cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012. E ancora, la Nederlands Dans Theater II, formata da 16 ballerini over 23, e la Compagnia Artemis Danza.

La sezione del festival dedicata alla musica sinfonica propone sei direttori d’orchestra di alto livello: Claudio Abbado, Kent Nagano, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Riccardo Muti e Michele Campanella

Continua poi il progetto “Le vie dell’amicizia”, l’iniziativa nata nel 1997 che vedrà nel 2011 una collaborazione tra i comuni di Ravenna e Piacenza per un viaggio a Nairobi, nel cuore dell’Africa. “Si tratta della vera anima del festival – ha commentato la Muti. La chiamata nasce al termine di un concerto che Riccardo Muti ha tenuto a Piacenza a sostegno dell’attività di Francesca Liberi, medico piacentino che opera in Kenya dal 1994 e di Padre Kizito, missionario”. 

Ospite inatteso al Teatro Alighieri il maestro Riccardo Muti che a Ravenna Festival 2011 porterà in scena “I due Figaro” l’opera composta a Madrid da Saverio Mercadante tra il luglio e l’ottobre 1826. “Si tratta di un lavoro raro che non è stato più eseguito dall’epoca in cui è stato scritto – ha commentato Muti. Scopriremo un’opera meno “quaresimale” delle altre che abbiamo portato fin’ora”. Riguardo al viaggio dell’amicizia il maestro ha dichiarato: “Porteremo la musica in un mondo culturalmente molto distante dal nostro – ha concluso il maestro. La musica diventa così messaggio di pace e amicizia, ponte di fratellanza tra paesi lontani. Non è questione di mancanza di mezzi, spesso è questione di mancanza di volontà. Il mondo è sordo e chiudere gli occhi è più facile ed è una questione che ci rende tutti più o meno complici”.

Infine qualche dato. “Abbiamo due notizie da comunicare ai ravennati – ha spiegato il sovrintendente Antonio De Rosa. La prima è che “Il trovatore” nato con la regia di Cristina Mazzavillani Muti ha compiuto il suo giro d’Italia riscuotendo un grande successo la seconda è che il Ravenna Festival ha chiuso il 2010 con 997 mila euro di incassi, un successo che deriva dal nostro pubblico. Siamo pronti a fronteggiare la sfida del 2011”.
 

(v.v.)