In crescita il disturbo ‘da abbuffata compulsiva’ e la bigoressia

“Mangiare è un atto quotidiano ma, soprattutto nella nostra epoca, il cibo oltre che piacere provoca sofferenza. Sul cibo si sono sempre veicolati significati sociali e rituali culturali. Quando il comportamento esce dalla fisiologia c’è bisogno di cura e prevenzione”. L’assessore al Volontariato ha introdotto così la presentazione del progetto “Mettiti nei miei panni”, dedicato alla lotta ai disturbi del comportamento alimentare.

I disturbi alimentari colpiscono tre milioni di italiani, in prevalenza donne tra i 12 e i 25 anni. L’età media di insorgenza è intorno ai 17 anni. La percentuali di pazienti che richiede un trattamento per Dca è ancora bassa: il 56% dei soggetti con anoressia e il 29% di quelli bulimici. Fondamentale si rivela il tempo tra l’insorgenza della malattia e la sua manifestazione: gli studi sul decorso indicano infatti che a 10 anni dall’insorgenza vi è una mortalità del 5-10%, a 20 anni il dato è raddoppiato e sale al 20%.
 

Nella provincia di Ravenna i dati risultano in linea con quelli nazionali: “non si registra un aumento epidemico di anoressia e bulimia – spiega Marinella Di Stani, responsabile del programma aziendale Dca – aumentano però le patologie compulsive non conclamate, come il binge eating disorder (disturbo da abbuffate compulsive). Difficile poi diagnosticare la bulimia, chi ne soffre in genere è normopeso. Non rientra invece tra i disturbi alimentari l’obesità, un disturbo metabolico che può inglobare alcuni Dca come il Bed. Aumenta anche la percentuale maschile di pazienti: attualmente, il rapporto tra uomini e donne che soffrono di disordini alimentari e’ di 1 a 6 rispetto a qualche anno fa quando la componente maschile si attestava su quella femminile con un rapporto di 1 a 10. In particolare a crescere è la bigoressia, l’equivalente maschile dell’anoressia, caratterizzata dall’ossessione per il culto del corpo e della muscolatura.
 

A Ravenna sono 450 i pazienti in cura dall’ambulatorio multidisciplinare Dca-Azienda Usl. Tra il 2008/2009 l’ambulatorio ha visto 241 casi di anoressia e bulimia (24 nella fascia tra i 16/18 anni, 51 tra i 19/25 anni, 166 > 25 anni). 139 i casi totali di Bed (Binge Eating Disorder): 6 tra i 16/18 anni, 9 tra i 19/25, 124 > 25 anni. L’ambulatorio ravennate è composto da due equipe: la prima, dedicata alla fascia della popolazione dai 16 anni in su, è situata nel reparto di Dietologia c/o Cmp, la seconda è dedicata invece all’area infanzia per i minori.

“Il 50% dei pazienti guariscono – chiarisce Di Stani. Spesso però si guarisce dal sintomo ma permangono disagi psichici di altro tipo e i pazienti rimangono quindi in contatto con la struttura. Per guarire infatti è necessario seguire una psicoterapia di almeno due anni. Dai numeri dei nuovi accessi si rileva poi un incremento della fascia più bassa d’età: questo significa che i medici sono più abili ad individuare i sintomi ‘sentinella’ quindi la guarigione è più facile. In questo senso l’informazione e la prevenzione risultano fondamentali, solo il 17% dei pazienti in Italia viene mandato a curarsi dal proprio medico di base e troppo spesso le persone affette da Dca non chiedono aiuto per vergogna”.
 

Una tesi confermata anche da Giuseppina Poletti, presidente dell’associazione “Sulle ALI delle Menti” di Parma che a Ravenna attiverà una linea telefonica amica per informazioni ed orientamento nella cura dei disturbi alimentari. “Spesso i Dca vengono considerati ‘vizi’ di persone che possono avere tutto e vogliono ‘crearsi dei problemi’ ma non è così – dichiara la Poletti. Sono disturbi dell’anima: il cibo, troppo o troppo poco, diviene un mezzo per segnalare un disagio. Noi cercheremo di dare a queste persone il coraggio di chiedere aiuto”.

(v.v.)