Il musicista del Massachussetts sarà accompagnato dalla Boston Jazz Connection

Secondo appuntamento internazionale al teatro Socjale di Piangipane. Questa sera sul palco salirà il sassofonista del Massachussetts, George Garzone, accompagnato dalla Boston Jazz Connection, composta da Matt Marvuglio (flauto), Marco Pignataro (sax), Teo Ciavarella (piano), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Max Manzanera (batteria), tutti maestri in scuole internazionali di musica.
 

George Garzone ha iniziato a suonare il sax tenore all’età di 6 anni, in una band familiare e studiando poi alla Berklee School of music di Boston. Allievo di Joe Viola, mentore di una generazione di sassofonisti, George Garzone nel 1972 fonda insieme al bassista John Lockwood e al batterista Bob Gullotti “The Fringe”, trio jazz che suona con regolarità nell’area di Boston, oltre a compiere un tour in Portogallo. Il gruppo incide tre album, “The Return of the Neanderthal Man”, It’s time for the Fringe!” e “Live in Israel”.
Negli anni ’70 vanta esperienze con le orchestre di Gil Evans e George Russell; poi lavora con il gruppo di Bob Moses, con il quale registra in compagnia di David Liebman e Bob Mintzer. Negli anni ’80 registra il suo primo album da leader, “Standars”, con Steve Kuhn, Eddie Gomez e Bob Moses, quindi, per la Blue Note Records, arrivano “So What” e “African Game” come solista di George Russell. Negli anni ’90 avviene la definitiva esplosione; registra con Don Alias, Wolfgang Muthspiel, Alex Deutch; firma un contratto con la New York City Record per cinque registrazioni da leader.
Nel 1995 incide a New York un tributo a Stan Getz intitolato “Alone”, insieme a Lenny White, David Kikoski, Eddie Gomez e Chuck Loeb; l’anno successivo insieme al compatriota Joe Lovano e con Joey Calderazzo, John Lockwood e Bill Stewart registra “Four’s and Two’s”, che riceve quattro stelle da Downbeat Magazine, mentre nel 1999 ritorna sulla scena con “Moodiology”, tra i dischi jazz più venduti in Europa e in America, con Kenny Werner, John Lockwood e Bob Gullotti.
Fra i sideman più richiesti, è docente di sassofono ed armonia alla Berklee School of Music di Boston, al New England Conservatory e alla New York University; tra i suoi allievi Joshua Redman, Robert Stillman, Antonio Hart, Ravi Coltrane, Ivo Perelman.

Il poker di artisti internazionali creato dal Socjale proseguirà con la ‘Soft Machine Legacy’ direttamente da Canterbury (1 aprile), per concludersi l’8 aprile con il ‘ciclone’ Ottmar Liebert (insieme a Luna Negra).

Il Teatro apre alle 21; i concerti iniziano alle 22; nell’intervallo fra un set e l’altro si possono gustare gli ormai celebri cappelletti del Socjale.