Il commento di Grandi (LpRa)

Per Nicola Grandi, Consigliere in Seconda Circoscrizione di Lista per Ravenna, “Negli anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010 il progetto ”Ricette d’amicizia” realizzato dall’Istituzione Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna in collaborazione con Camst, avente lo scopo (si leggeva nella nota informativa affissa negli istituti scolastici) di “utilizzare il cibo come occasione di conoscenza di tradizioni e culture diverse” fece introdurre nei menù scolastici appuntamenti mensili con piatti stranieri che portarono nelle nostre scuole, piatti africani cinesi e di altre etnie”.

“L’iniziativa, dedicata alle scuole di primo grado del nostro comune, fu accompagnata addirittura da una pubblicazione che illustrava il progetto e presentava varie ricette e sollevò immediatamente parecchie polemiche, in merito alle quali il sindaco dovette addirittura intervenire in prima persona affermando alla lettera che “le politiche di integrazione non le facciamo certo a scapito della nostra identità”.
Al di là delle polemiche l’iniziativa (fra l’altro sicuramente onerosa per le casse comunali, non fosse altro per la stampa della pubblicazione di cui sopra) non deve aver riscosso un grande successo, diversamente non si spiegherebbe il motivo per cui, nel più assoluto riserbo, non sia stata riproposta nella sua totalità, anche per quest’anno scolastico, sta di fatto che prendendo spunto da questa vicenda alcuni genitori hanno sollevato un altro problema, non meno importante e riguardante le famiglie di religione cattolica: il rispetto del digiuno quaresimale, una pratica tutt’ora in uso in moltissime famiglie di cristiani praticanti”.

“I venerdì di Quaresima sono infatti, per la religione cattolica, giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi e malgrado “siano tenuti al digiuno i fedeli dai diciotto anni compiuti” e “all’astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni”, la dottrina cattolica insegna che “anche coloro che non sono tenuti all’osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana”, per questo motivo in molte famiglie, come segno di rispetto, il digiuno dalla carne viene praticato ed insegnato anche ai più piccoli. Per questo motivo chiediamo (e torneremo a farlo con maggior forza nel corso della prossima legislatura) che anche riguardo a questo aspetto l’Istituzione Istruzione e Infanzia in collaborazione con Camst, si attivi per far sì che questo semplice segno di rispetto possa trovare riscontro nelle nostre scuole ravennati, con un provvedimento che organizzandosi sarebbe a costo zero e senza effetti sulla dieta dei bambini, essendo sufficiente sostituire la giornata di venerdì (se con la carne) con un’altra qualsiasi della settimana”.

“Una decisione di questo genere rappresenterebbe un segno di rispetto e considerazione dovuto a tutte quelle che famiglie che decidono, legittimamente e liberamente, di praticare anche con questo gesto la loro fede e che non è corretto si trovino a giustificare ai propri figli la disparità di comportamento fra ciò che con fatica praticano fra le mura domestiche e ciò che invece accade a scuola”.