“Spero che i ravennati che amano il Ravenna si stringano attorno alla squadra”

A poche ore dal terremoto che rischia di sconvolgere il calcio di serie B e di Lega Pro, parla il presidente del Ravenna Calcio, Gianni Fabbri, anch’egli iscritto nel registro degli indagati per presunto illecito sportivo.  “È successo che è stato imputato a Giorgio Buffone di aver tentato di modificare il risultato di alcune partite – commenta Fabbri con un occhio al documento del Tribunale di Cremona – Ho sempre avuto molta fiducia in lui, da sette anni lavora con noi e ritengo sia altamente improbabile, dal mio punto di vista, un suo coinvolgimento così grave nella vicenda”.
Nelle 611 pagine dell’ordinanza del magistrato di Cremona, si trovano anche i nomi del presidente, di Antonio Ciriello e di Nicola Santoni. “Mi sorprende molto tutto questo, ho sentito fare anche il nome di Leonardo Rossi, un uomo in cui ripongo la massima fiducia. Nelle sedi opportune faremo valere l’estraneità del Ravenna Calcio ai fatti”. E sulla perquisizione della sede della sua società e della casa al mare “si è trattato di un atto dovuto, per verificare l’esistenza di documenti utili agli inquirenti, ma non è stato trovato nulla di strano o compromettente perché non ho nulla da nascondere”.

Fabbri analizza anche le quattro partite incriminate che hanno per protagonista il Ravenna (Verona-Ravenna 4-2, Reggiana-Ravenna 3-0, Alessandria-Ravenna 2-1, Ravenna-Spezia 0-1), nelle quali “il campo ha detto qualcosa di diverso rispetto alle incriminazioni”.
“A Verona –  ricorda Fabbri – lottavamo ancora per i playoff, eravamo sul 2-2 e perdemmo solo negli ultimi minuti per via di un rigore inesistente e un rimpallo. Contro la Reggiana sarebbe dovuta finire in parità? Beh, abbiamo perso malamente. Ad Alessandria ci fu negato un clamoroso rigore e l’espulsione del difensore avversario, mentre con lo Spezia fu proprio Giorgio Buffone ad informarmi prima della partita che un amico di una ricevitoria di Castel San Pietro gli aveva fatto notare un aumento anomalo delle scommesse sul successo dei liguri: fummo noi stessi a denunciarlo a Macalli”.

Presente, tifosi e futuro
“Oggi come oggi è ingiusto fare i giustizialisti e voler trovare a tutti i costi un capro espiatorio. Attendiamo sviluppi, ritengo sia necessario aspettare che le indagini vadano avanti. Ci aspetta una importante gara sul campo e i tifosi che vogliono bene al Ravenna ci saranno anche domenica, per sostenere la squadra verso l’obiettivo stagionale della salvezza. Il futuro? Stiamo verificando le richieste prevenute e vedremo se ci sono le condizioni per modificare l’assetto societario”.

Fabbri ha successivamente indetto una conferenza stampa dove ha voluto chiarire ancora con forza l’estraneità del Ravenna Calcio alle vicende legate a partite truccate o al calcio scommesse. Con lui erano presenti il vicepresidente Antonio Ciriello (che si è detto “molto sorpreso” di aver sentito parlare di Buffone come di un “accanito scommettitore”), Animobono e Casalboni.

“È una situazione strana e mortificante. Da quando sono qui ho sempre lottato per la legalità, mettendo anche fuori rosa giocatori che non avevano comportamenti corretti” ha detto ai numerosi giornalisti presenti.
Citato nei documenti del Tribunale di Cremona per la gara di Alessandria, Fabbri ha risposto di non “aver mai incontrato il presidente della squadra avversaria né tantomeno pensato di aggiustare il risultato: ad Alessandria non ci interessava perdere o pareggiare, ci interessava solo vincere”.
Il numero uno giallorosso si è detto “molto preoccupato” per la situazione, ultima tegola piovuta in un mese da dimenticare, ma per ogni valutazione successiva “bisogna aspettare gli esiti di un’indagine, che sarà attenta e approfondita. Intanto il Ravenna Calcio farà valere le sue ragioni di fronte all’Autorità giudiziaria”. E su Buffone ha concluso ricordando come “nei suoi confronti ci sia sempre stata la massima stima. Speriamo che ora dimostri di essersela meritata”. E a chiamato a raccolta i tifosi per il fondamentale incontro di ritorno contro il SudTirol.

(m.p.)