Un’operazione della Guardia Finanza

Un controllo congiunto tra la Guardia di Finanza e l’Ispettorato del Lavoro di Ravenna ha scovato un autolavaggio che impiegava quasi unicamente dipendenti del tutto “in nero” o irregolari.

 

Nel corso dell’attività ispettiva è stata riscontrata la presenza di ben tre lavoratori totalmente “in nero”, in quanto non registrati nel “Libro Unico del Lavoro” ed un dipendente irregolare; le prescritte “ritenute alla fonte”, che il datore di lavoro è obbligato ad operare e versare all’Erario, non venivano dunque correttamente operate e versate per tutti i lavoratori dell’autolavaggio.

 

Dalle dichiarazioni dei dipendenti e dalla disamina dei registri contabili esibiti dall’impresa, è emerso che l’azienda utilizzava esclusivamente, da circa due anni, svariati lavoratori in totale evasione degli obblighi a cui è tenuto il datore di lavoro in qualità di “sostituto d’imposta”.

 

“Se ad un primo contatto  – si legge in una nota della Guardia di Finanza – può sembrare che l’utilizzo di manodopera irregolare comporti un notevole vantaggio economico ed imprenditoriale non soltanto all’impresa (a discapito delle altre imprese che operano onestamente nel medesimo settore), ma anche agli stessi lavoratori in nero (che, nell’immediato, percepiscono maggiori compensi ‘in contanti’); in realtà questa deprecabile attività porta come risultato quello di arrecare un danno irreversibile agli stessi lavoratori impiegati ‘in nero’, che in tal modo non possono godere delle garanzie e dei diritti che, invece, spettano ad ogni lavoratore regolarmente assunto”.

Il fine che si vuole raggiungere è l’imprescindibile rispetto delle giuste regole che ogni buon cittadino dovrebbe osservare quotidianamente, sia a tutela di tutti coloro che, esercitando una professione o un’attività imprenditoriale, con ingenti sacrifici, si comportano rettamente adempiendo ai molti obblighi che il Legislatore impone, sia a tutela del singolo lavoratore dipendente che, a fronte di quello che sembra un allettante ed immediato vantaggio economico, rischia successivamente di non potersi avvalere di tutte quelle garanzie e presidi normativi a tutela della sua condizione di subordinazione rispetto al datore di lavoro”.