L’intervento di Giulio Bazzocchi (LpRa)

“Il 28 marzo scorso posi alcune domande sulla zona di via Lanciani-via Gulli, nell’imminenza della chiusura del punto vendita Conad Margherita, punto di riferimento per le famiglie e i cittadini della zona, nonché volano per i negozi limitrofi, le attività e il commercio”. L’intervento è di Giulio Bazzocchi, Lista per Ravenna.

 

“La mia preoccupazione – spiega Bazzocchi – si basava sul fatto che questa zona commerciale tradizionale, di quartiere, avrebbe rischiato di risentire molto per la chiusura dell’attività in questione. Si sviluppano infatti, dall’incrocio fra le due strade, forni, edicola, sali-tabacchi, negozi di frutta e verdura, laboratori medici e d manutenzione di elettrodomestici, di biciclette, macellai.

Richiamavo anche uno degli obiettivi del Piano Strutturale Comunale (PSC), laddove si propone di “qualificare il sistema dell’offerta commerciale, rafforzando la sua presenza nella città ed in particolare nel centro storico, ricercando un giusto equilibrio fra le grandi strutture moderne di distribuzione commerciale e il cuore commerciale della città, favorendo forme sostenibili di accessibilità al centro e progetti integrati di qualificazione dell’ambiente urbano e della stessa offerta commerciale.”

 

In aprile si vociferava sul fatto che sarebbe stata la Sma spa ((presente a Ravenna con un punto vendita in via Dismano 169), ad acquisire l’intero stabile dove, oltre che ai locali dell’ex Conad, sono presenti una pescheria, un negozio di abbigliamento, un laboratorio di elettricisti, una macelleria e un fiorista. La Sma è una società di Milano che darebbe, oltre alle garanzie di qualità e sicurezza (data la presenza capillare in Italia di punti vendita Sma, Cityper, Punto Sma, Simply. IperSimply e La Bottega), anche la continuità ideale per sostenere la zona.

Chiamato da chi gestisce la pescheria, sono stato informato che la Sma ha rinunciato. Ricordo che l’immobile è di proprietà di Acer. Ho chiesto conferma all’ufficio competente di Acer sulla presenza di un acquirente: la risposta è che attualmente non ve ne sono, “ma se qualcuno è interessato all’acquisto e/o alla locazione, può farne richiesta/offerta. I nostri tecnici valuteranno se è vantaggiosa ed il CDA se intende procedere“.

 

Chi gestisce la pescheria (uno dei negozi limitrofi) mi informa che farà domanda per interrompere l’attività (con preavviso previsto di 6 mesi per il canone di affitto del negozio) ma che lavorerebbe ancora se ve ne fossero più le condizioni. D’altra parte, Acer non sembra fare molto per mediare fra amministrazione e negozianti, ritenendo forsi questi ultimi un possibile ostacolo per la venuta del nuovo acquirente, che a occhio e croce, potrebbe essere la Coop. Il negozio di macelleria limitrofo dovrebbe chiudere entro il 2012, il negozio di elettricisti si sposterà per mancanza di spazio: rimangono il nuovo negozio di fiori e un negozio di abbigliamento. Cosa ne sarà di loro? Le spese che, per esempio, deve sostenere il negozio di vendita del pesce ogni mese, sono: 500 euro di canone di affitto, 380 euro di luce, 120 di tassa sui rifiuti ad Hera, 80 euro di spese per l’acqua alla ditta Elca di Bologna. Inoltre, dato che Hera non gestisce lo smaltimento delle teste dei pesci, 50 euro alla ditta VTL. Totale: 1.130 euro al mese, con incassi di 150 euro al giorno, 200 se va bene.

 

La questione è dunque seria. Molto seria, se aggiungiamo poi le condizioni in cui sono costretti a lavorare i negozianti. Mancanza di adeguata illuminazione del tratto di strada, specie sotto la tettoia della struttura, percorsa durante il giorno dagli avventori del vicino bazar gestito da extracomunitari, dai magrebini a piedi e in bicicletta, le stesse facce che gestiscono gli stessi traffici, spesso con bottiglie di birra in mano, spesso ubriachi. La zona del bazar poi, lasciata come un campo di battaglia pieno di cartacce, lattine e vetro di birra, cicche di sigarette, bicchieri di carta e tetrapak di vino. Quindi mancanza di sicurezza, aggravata ancora di più dalla praticamente assenza della Vigilanza di Quartiere, che avrebbe bisogno di ben altro.

 

Il Comune e Acer – conclude Bazzocchi – si impegnino perché al più presto sia trovato un acquirente e perché società che vogliono aprire delle attività in questa zona, possano così incrementare l’offerta commerciale, nella concorrenza, non nel monopolio. Inoltre, occorre pubblicizzare la presenza dei negozi della zona, predisponendo adeguata segnaletica che indichi gli esercizi stessi, che altrimenti rimangono nascosti, specie su via Trieste: in altre parole, dare pieno sviluppo all’obiettivo del Psc. Prevedere la Vigilanza di Quartiere costante, come deterrente e soppressione del degrado e dei reati. L’asse commerciale via Gulli, piazza Caduti sul Lavoro, via Alberoni e viale Pallavicini, viale Farini fino a via Diaz deve essere valorizzata, per permettere a tutti coloro che hanno iniziative commerciali di essere uniti nel rilancio del quartiere Darsena e della zona Stazione”.