In vista della celebrazione musulmana della ‘Festa del sacrificio’

“Domenica 6 novembre, il mondo musulmano celebra la Festa del Sacrificio e, come avviene per la Pasqua cristiana, lo fa con l’uccisione di pecore e capre. Il precetto secondo cui il fedele maggiorenne debba sgozzare personalmente l’animale fa sì che, nonostante la legge permetta la macellazione rituale, e quindi senza stordimento preventivo, solo ed esclusivamente nei macelli specificatamente riconosciuti, possano ancora esserci, come negli anni passati, casi di uccisioni in abitaziioni, garage o giardini”. A ricordarlo è l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali).

 

“Non possono esserci deroghe di chicchessia per utilizzare palestre o altre aree improvvisate” aggiunge l’associazione, che rivolge un appello alle Forze di polizia locali e nazionali, ai Prefetti, ai sindaci e ai veterinari delle Asl affinchè siano rafforzati vigilanza e controllo, in applicazione dei Decreti Legislativi 333 del 1998 e 193 del 2007, oltre che dell’articolo 544 bis del Codice penale.

“Chi contravviene ai divieti, infatti, rischia l’arresto da sei mesi a un anno, oppure l’ammenda fino a 150mila euro. Sono da rispettare, inoltre, le normative sull’acquisto degli animali, della loro corretta identificazione (codice individuale o di allevamento, a seconda della eta’ dell’animale), sul trasporto anche del singolo esemplare (solo mezzi autorizzati dalla Asl e con certificazione veterinaria di partenza e uso farmaci), visita veterinaria pre e post macellazione”.

 

Inoltre, precisa ancora l’Enpa, vista “la presenza nei normali circuiti distributivi, di carni ‘halal’ o ‘kosher’ da animali scartati dopo la macellazione, ne chiediamo il chiaro riconoscimento delle vendite in supermercati e macellerie.
A conclusione ricordiamo ancora una volta che la macellazione prevista dalla normativa nazionale prevede il preventivo stordimento degli animali, allo scopo di evitare loro delle sofferenze. Purtroppo il decreto legislativo 333/1998 prevede la macellazione rituale per i musulmani e gli ebrei, i quali non stordiscono gli animali e li lasciano morire per dissanguamento dopo averli sgozzati. Una pratica per noi intollerabile in quanto offende la nostra cultura e la nostra sensibilità”.