Approvato con i voti di Italia dei valori, Sel e Rifondazione comunista

Il consiglio provinciale di Ravenna chiede alla Regione Emilia-Romagna che il processo di riordino dei Parchi e del sistema naturalistico più in generale, sia realizzato “con il pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali, dei soggetti economici, sociali e ambientali del territorio e che sia garantito un flusso di risorse necessarie al fabbisogno di gestione, tutela e valorizzazione dei siti”. Questo è uno dei passaggi dell’ordine del giorno proposto dal gruppo del Partito Democratico e approvato con i voti di Italia dei valori, Sel e Rifondazione comunista.

 

“Considerando l’importanza che il nostro patrimonio naturalistico ha, e vista la necessità di riorganizzazione della gestione dei parchi, in seguito alla legge Mille proroghe che ha stabilito per la fine del 2011 la soppressione dei consorzi di gestione – commenta il consigliere Pd, Ivan Neri – ci è sembrato opportuno fare alcune considerazioni in merito alla riorganizzazione. Nell’ordine del giorno abbiamo voluto ricordare l’importanza di queste aree per la nostra provincia, che può vantare situazioni di eccellenza per quanto riguarda le biodiversità. Dalla Valle Baiona, ai meravigliosi colli; patrimoni che, se sono stati tutelati in modo eccellente nel tempo, è anche grazie alle scelte compiute negli anni dalle amministrazioni territoriali e da chi questi territori li vive, che hanno di certo avuto il merito di proteggerle e anche valorizzarle. Oltre alla tutela ricordiamo che hanno anche valorizzato realtà economiche strettamente correlate al territorio come l’olio di Brisighella e il sale di Cervia”. Il Pd rileva come al contrario l’Italia, in ambito europeo sia il Paese che investe meno risorse per la tutela del patrimonio faunistico venatorio.

 

“I risultati raggiunti nel Ravennate – prosegue Ivan Neri – derivano dall’attenzione prestata dall’amministrazione provinciale e da quelle locali, che hanno saputo collocare in modo brillante le nostre aree in progetti di tutela e salvaguardia, ottenendo più di 5 milioni di euro di finanziamenti dall’Europa. Ora pensiamo che la riorganizzazione che sta avvenendo debba essere vista come un’opportunità per migliorarne la gestione: uno snellimento degli enti potrebbe portare risparmi dal punto di vista economico e una velocizzazione delle scelte, andando anche in questo caso verso un sistema di area vasta che la regione ha già adottato in altri settori e ha prodotto importanti benefici”.

Non va poi dimenticato chi abita, vive e lavora in questi luoghi: “Riteniamo giusto chiedere – aggiunge il consigliere Neri – che nella riorganizzazione siano garantite alle comunità dei parchi funzioni importanti di raccordo e di partecipazione nei processi programmatori e decisionali della popolazione e del mondo agricolo, ambientale e venatorio. Il tutto appunto dal punto di vista di un miglioramento della gestione di un patrimonio fondamentale del nostro territorio. Molto si può fare, infatti, per creare una maggiore attrattiva turistica; e questo consentirà alle aree naturalistiche di ‘produrre introiti’ in grado di avvicinarle all’autofinanziamento; requisito sempre più importante in un periodo in cui le risorse disponibile sono purtroppo poche”.