L’interrogazione di Alvaro Ancisi (LpRa)

“La qualità dell’aria a Ravenna è pessima e continua a peggiorare. Nel mese di gennaio si sono riscontrati, nelle quattro centraline dell’Arpa a Ravenna, i numeri seguenti di sforamento del limite di particolato PM10 ammesso (50 μg/m3), rispetto ai 35 massimi consentiti per tutto l’anno: via Zalamella e giardini pubblici 12,  via Caorle 15, Rocca Brancaleone 16. Si tratta delle particelle solide e liquide disperse nell’aria, le famigerate polveri sottili”. A parlare è il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi.

“I superamenti consentiti rappresentano il limite oltre il quale la protezione della salute umana è compromessa – spiega Ancisi nell’interrogazione presentata al sindaco. Se non ci saranno cambiamenti importanti della qualità dell’aria, con una media di superamenti pari a quella registrata a gennaio raggiungeremo a fine anno 180-190 sforamenti del limite di PM10, con gravi rischi per la salute dei ravennati.
Al fine di comprendere appieno la gravità del fenomeno, si consideri che Arpa ha definito un parametro, il livello globale dell’indice di qualità dell’aria (Iqa,) che a gennaio, nei giorni di sforamento, ha raggiunto quasi sempre livelli altissimi di pericolosità. Perché, allora, il Comune non fornisce adeguati consigli ai cittadini sul comportamento da tenere per ridurre i rischi? Il sito di Arpa descrive chiaramente quali azioni occorre fare in corrispondenza di un così alto livello di inquinamento presente in città.

 

Le linee guida sulla qualità dell’aria OMS 2000 hanno dimostrato chiaramente come l’aumento di 10 μg/m3 di PM10 provochi un netto aumento di alcune patologie a breve termine, oltre a provocare effetti cronici a lungo termine, tra cui un aumento complessivo della mortalità. Riteniamo dunque scandaloso che l’amministrazione comunale, forse per occultare la situazione allarmante, non informi la cittadinanza sulle precauzioni da adottare con livelli di polveri sottili così alti. Si potrebbe, ad esempio, sfruttare la cartellonistica elettronica indicativa dei parcheggi, installata in città.
Resta il fatto che nei primi giovedì di blocco del traffico a Ravenna, in ben due di queste giornate su tutte e quattro le centraline si sono rilevati superamenti di PM10 rispetto al valore massimo consentito. Dunque le misure prese sono totalmente inefficaci, perfino nelle ore in cui vengono applicate. Chiediamo dunque al sindaco di ripensare radicalmente le misure da introdurre, affinché abbiano carattere strutturale, non illusorio.

 

Decalogo per ridurre l’inquinamento atmosferico:
Le nostre proposte per la riduzione dell’inquinamento sono le seguenti, ricavate tutte da esperienze di altre città:
1. costituzione di un’unità di crisi con Arpa, Ausl, associazioni produttive e ambientaliste e Autorità portuale;
2. potenziamento delle piste ciclabili nelle zone strategiche urbane (vedi il progetto di LpRA già presentato);
3. campagne pubblicitarie per promuovere l’uso dei mezzi pubblici e ridisegnare gli itinerari cittadini degli autobus;
4. incentivi per l’acquisto di auto con emissioni ridotte o nulle;
5. incentivi per l’installazione di impianti Gpl e metano su auto già in circolazione (raggiungere entro cinque anni la quota del 30 per cento, rispetto al 18 per cento attuale);
6. obbligo per l’amministrazione comunale di dotarsi esclusivamente di auto a basso impatto ambientale;
7. diffondere una coscienza sociale rispettosa dell’ambiente con appositi progetti utili per coinvolgere i cittadini, con particolare attenzione agli studenti delle scuole superiori;
8. vietare l’ingresso in città ai mezzi pesanti, responsabili di gran parte dell’inquinamento;
9. per il traffico stradale di trasporto merci da e per il porto, blocco totale permanente dei veicoli commerciali diesel pre-euro senza filtro particolato (un’identica restrizione è appena stata presa ad Ancona per il traffico portuale)
10. messa in atto, da subito, di una capillare azione di verifica e controllo delle emissioni delle attività produttive”.