L’intervento di Gianfranco Spadoni (Udc)

“Da molto tempo i cittadini manifestano grande e giustificata preoccupazione sulle note questioni riferite alla concentrazione di diossina rilevata nel latte materno. Per quanto c’è dato di conoscere il dipartimento competente dell’Azienda sanitaria locale pare abbia concluso una prima parte dei relativi compiti d’istituto liquidando la questione come mero ‘fenomeno fisiologico inserito nel contesto dell’attuale società industrializzata’”. L’intervento è del consigliere provinciale Udc Gianfranco Spadoni.

 

“Una naturale affermazione ma dai contenuti semplicistici e dai toni rassegnati, rispetto, invece, a un’esigenza più seria e improcrastinabile di fare assoluta chiarezza, di ricercare le possibili cause e, soprattutto, di indicare i percorsi per prevenire e limitare questo fenomeno – chiarisce Spadoni. Non a caso il dipartimento sanitario dell’Igiene pubblica, ha come obiettivo primario proprio quello di prevenire e tutelare in ogni modo e prima di ogni altra cosa la salute dei cittadini. Per questo ritengo doveroso un serio approfondimento d’intesa con la Medicina del lavoro teso a ricercare  le cause  per verificare i settori produttivi più a rischio e tutte le fonti potenzialmente responsabili di emissioni nocive e inquinanti.
La presente nota  rivolta al presidente della Provincia nella sua qualità di responsabile della Conferenza socio sanitaria territoriale è tesa a sollecitare l’esecutivo provinciale ad approfondire la questione in oggetto al fine di informare il sottoscritto sui risultati delle attività svolte dall’Azienda sanitaria locale. In particolare si chiede cosa intenda fare la Giunta e la citata Conferenza socio sanitaria  nei confronti dell’ azienda Usl al fine di  monitorare nel tempo l’eventuale  presenza della diossina nel latte materno. Infine sono a richiedere i dati complessivi in possesso dei Servizi preposti riferiti alla concentrazione di tale  composto così pericolo per l’organismo umano, e, infine, quali strategie s’intenda adottare.
Ai sensi del Regolamento del Consiglio si chiede una risposta scritta”.