La nota di Paolo Guerra (Lega Nord)

“Già dal mese di febbraio, in qualità di Consigliere per la Lega Nord Romagna, ho presentato un Odg affinchè il Consiglio Comunale di Ravenna potesse esprimersi in termini chiari sul D.Lgs. n.59/2010 inerente l’’Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno’, meglio nota come direttiva Bolkestein”. A parlare è il consigliere Lega Nord Paolo Guerra.

 

 

“Apprendo con preoccupazione – prosegue Guerra – che alla manifestazione organizzata a Roma a sostegno dei rappresentanti di questo importante settore, non vi erano il Presidente e l’Assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna, i quali mi sembra abbiano disertato anche l’incontro di Febbraio del 2012 tenutosi con i Ministri Milanesi e Gnudi. Segnali che fanno a mio avviso presagire vi siano ancora profonde incertezze non solo sulla contrarietà, ma almeno sul sostegno ad un settore così importante per l’economia romagnola. Un distretto che comprende circa 1.800 stabilimenti balneari, oltre a campeggi ed altre attività legate a vario titolo al turismo e per le quali si stimano circa 7.000 occupati legati al meccanismo delle concessioni e 25mila addetti sull’intero indotto.

Nel nostro Comune sono attivi 210 stabilimenti e, sperando di aver correttamente interpretato le esigenze degli operatori economici, ho presentato un ordine del giorno già nei primi giorni dello scorso febbraio  affinchè il Comune di Ravenna, diversamente dai propri esponenti regionali, potesse esprimersi chiaramente a sostegno degli incontri svoltisi fra le rappresentanze e i Ministri  a partire da fine Febbraio 2012.

Non riesco proprio a capire come sia possibile per i “governanti” italiani questa titubanza quando all’estero, a fronte di regolamentazioni che vanno a compromettere interi distretti economici, chiunque scende in piazza con forza e determinazione ad opporsi a provvedimenti che non tengono conto delle esigenze territoriali. Pensiamo a quanto è accaduto in Francia per tutelare il settore della pesca. E ricordiamo le conseguenza che talune regolamentazioni europee hanno provocato in Italia per la filiera del tabacco, del latte e dello zucchero. 

Questo tema non può avere appartenenza politica, ma merita l’attenzione e l’impegno di tutti i Sindaci e di tutte le Amministrazioni che ci governano per sostenere e tutelare l’economia del nostro territorio.

Uno dei temi di maggior importanza legato ai risvolti di questa direttiva che intendo denunciare è  legato all’evidenza delle aste sulle concessioni per gli stabilimenti balneari che oltre a stravolgere l’attuale sistema occupazionale, potrebbe comportare il rischio che grandi operatori del turismo provenienti da ogni dove possano acquisire in blocco le concessioni di ampie porzioni di spiaggia della riviera romagnola”.