Debutta in prima nazionale a Ravenna “La manomissione delle parole”

La Stagione di Prosa del Teatro Alighieri si interseca con il Nobodaddy, cantiere del contemporaneo di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe, per ospitare mercoledì 25 aprile alle ore 20.30 al Teatro Alighieri (fuori abbonamento) il debutto nazionale de “La manomissione delle parole”, performance d’autore di Gianrico Carofiglio e Teatro Kismet OperA. Una riflessione sul potere della lingua e sulle lingue del potere e della sopraffazione, attraverso l’analisi di cinque parole chiave del lessico civile: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta.

 

La manomissione delle parole. Appunti per un seminario di scrittura nasce come titolo di un dossier che il protagonista di un precedente romanzo di Carofiglio sfoglia tra le mani (l’avvocato Guido Guerrieri in Ragionevoli dubbi, 2002). Creato dunque per pura finzione letteraria, il concetto contenuto in quella frase con il tempo ha preso la forma e la concretezza di un saggio, edito da Rizzoli nell’ottobre 2011, e ora anche di uno spettacolo teatrale.
Solo in scena accanto a un musicista, è l’autore stesso a intessere un’indagine letteraria, politica e giudiziaria a partire da alcune citazioni di personaggi diversissimi tra loro, da Aristotele a Cicerone, da Dante Alighieri a Primo Levi, da Italo Calvino a Nadine Gordimer, passando per Barack Obama e Bob Dylan. Dall’intreccio di brani tratti dal libro e di improvvisazioni tematiche, in una partitura fluida e lieve disegnata dalla regista Teresa Ludovico, nasce una performance che mette in gioco l’abilità oratoria di Carofiglio, in costante dialogo con la versatilità espressiva del fagotto del maestro Michele di Lallo e con lo spazio scenico e le luci dell’eclettico Vincent Longuemare (Premio Speciale Ubu 2007).
La manomissione delle parole è una riflessione sull’uso dei termini, sulla loro funzione, sul valore che essi hanno nella costruzione delle storie di ciascuno di noi, tanto da essere pilastri della nostra vita etica e civile. Fondamenta che sempre più spesso vengono logorate dall’abuso e dalla manipolazione dei significati. “Le nostre parole – avverte Carofiglio – sono spesso prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole, le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per poter raccontare dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle”. La “manomissione” del titolo è dunque questa “operazione di rottura e ricostruzione” tesa a ridare dignità alle parole e a evidenziare la necessità di riflettere sul loro significato.
Si incontrano per questo progetto il Teatro Kismet OperA, fertile realtà pugliese, e Gianrico Carofiglio, magistrato, parlamentare e scrittore che, dopo numerose pubblicazioni giuridiche e di settore, ha esordito nel 2002 nella narrativa con Testimone inconsapevole, pubblicato da Sellerio e oggi alla cinquantottesima edizione. Ha pubblicato anche per Laterza e Nottetempo. Tra i suoi titoli più recenti Il silenzio dell’onda e Non esiste saggezza (Rizzoli, 2011).

 

Lo spettacolo fa parte della Stagione di Prosa del Teatro Alighieri come “fuori abbonamento” e del Nobodaddy. I biglietti hanno il prezzo unico di 15 euro (+ 1,50 euro di prevendita) e possono essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Alighieri, via Mariani 2, Ravenna, telefono 0544 249244 (orario di apertura: feriali dalle 10 alle 13, giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima della rappresentazione), presso le agenzie e le filiali della Cassa di Risparmio di Ravenna e IAT di Ravenna. Informazioni presso Ravenna Teatro, via di Roma 39, Ravenna, tel. 0544 36239.

Lo spettacolo, previsto il 12 febbraio, è stato posticipato a mercoledì 25 aprile e andrà in scena al Teatro Alighieri alle ore 20,30. Tutti coloro che abbiano acquistato il biglietto con la vecchia data possono presentarsi direttamente al Teatro Alighieri.