L’intervento di Ancisi e Minichini (LpRa)

“L’assemblea pubblica di oggi a Lido di Dante ha dato l’occasione a Lista per Ravenna per ricordare al sindaco le molte sofferenze, ormai croniche, che penalizzano la località, che non sono solo nudismo sì/nudismo no”. L’intervento è del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi e di Pasquale Minichini, già consigliere della Circoscrizione del Mare, residente a Lido Adriano.

“Citiamo per titoli alcune delle maggiori sofferenze – proseguono Ancisi e Minichini – trattate nella relazione di Lista per Ravenna in assemblea con l’esposizione dei contenuti, delle promesse disattese e delle proposte di soluzione:
· messa in sicurezza della via Marabina, unica strada di accesso al paese; 
· nuovo ponte sui Fiumi Uniti, a bilancio del Comune dall’epoca del sindaco Mercatali, in sostituzione del vecchio ponte di guerra, peraltro vietato al transito dei camper: necessario per collegare adeguatamente Lido di Dante con la rete dei servizi e delle opportunità commerciali e ricreative di Lido Adriano ed oltre;
· difesa  della località e delle zone naturalistiche dalla progressiva distruzione dell’arenile con interventi strutturali e non a tampone;
· uno scivolo in mare alla foce dei Fiumi Uniti, a impatto zero, per le piccole imbarcazioni tipiche del turismo balneare;
· l’estensione dell’apertura della farmacia estiva ai mesi di maggio e settembre, che completano la stagione turistica;
· un’adeguata cartellonistica, oggi assente, e qualche controllo, per indirizzare l’accesso dei cani in spiaggia nell’area autorizzata, non ovunque;
· contrasto alla microcriminalità, molto diffusa nelle ore notturne, anche e soprattutto dalle 2.00 alle 5.00.

L’odierno 5 maggio richiama il verso dell’omonima ode manzoniana: “né sa quando una simile orma di pie’ mortale la sua cruente polvere a calpestar verrà”. Può essere applicato alla polvere del più discusso arenile d’Italia, cioè il tratto della spiaggia a sud dell’abitato, ove per alcuni anni il Comune di Ravenna aveva autorizzato la pratica del nudismo, salvo, poi, col sindaco Matteucci, escluderla. Lista per Ravenna ha sempre affermato di non essere contraria a questa pratica, purché autorizzata in area ad accesso riservato e compatibilmente con la tutela ambientale.
1. La proposta del 2010 dell’allora assessore provinciale Eugenio Fusignani, che ipotizzava un minimo biglietto d’ingresso all’area riservata ai nudisti, poteva essere valida, poiché con gli introiti sarebbe possibile apportare migliorie all’intero sito, ma non teneva conto dell’impossibilità di attrezzare con servizi quel tratto di arenile, a causa di una miriade di vincoli naturalistici, nazionali ed europei, che gravano sul territorio, giustamente difesi dal Corpo forestale dello Stato.
2. In linea generale, possono essere condivise anche le argomentazioni di quanti fanno leva sui vantaggi economici che tale tipo di turismo apporta al comparto imprenditoriale, ma solo laddove è possibile insediare un campo nudista, non certamente nella zona indicata.
3. Quanto a chi richiama la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, va detto che la sentenza 3557 del 2000, citata dai nudisti, ha consentito a tanti di loro di essere assolti da varie denunce per trasgressione dell’art. 726 del codice penale (atti contrari alla pubblica decenza), con la motivazione: “Non può considerarsi indecente la nudità integrale (…) di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”, la 31407 del 2006, l’ultima in materia, pur ricalcando quella del 2000, ne ha cassato la frase: “o da essi solitamente frequentata”, stabilendo il seguente nuovo indirizzo giurisprudenziale: “Né d’altra parte può sostenersi che la nudità integrale, a causa dell’evolversi del comune sentimento, non è più idonea a provocare turbamento nella comunità attuale, giacché essa può essere tollerata solo nella particolare situazione di campi nudisti, riservata a soggetti consenzienti, ma non in luoghi pubblici o aperti al pubblico, dov’è percepibile da tutti, anche da bambini e da adulti non consenzienti”. Non importa dunque se una spiaggia è stata lungamente frequentata da nudisti.  In sostanza, non si può avere un’area per nudisti se accessibile ad altri”.