La seconda edizione della rassegna si svolgerà dal 6 all’8 settembre

E’ stata presentata oggi, alla presenza del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Lanfranco Gualtieri, di Nicoletta Maraschio, Presidente della fiorentina Accademia della Crusca, massima istituzione per la tutela e promozione della lingua italiana, cui è affidata la direzione scientifica del festival, del Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna Spa, Antonio Patuelli e del Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, presso la Sala Consiglio della Cassa di Risparmio di Ravenna, la seconda edizione di Dante 2021, manifestazione voluta e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, con la collaborazione, per la direzione scientifica, appunto dell’Accademia della Crusca. All’Accademia si deve, tra l’altro, la prima edizione ‘critica’ della Divina Commedia (1595) e il primo vocabolario europeo di moderna concezione (1612).
Firenze, città natale di Dante (1265), e Ravenna, sua seconda e ultima patria, si sono unite così in un nuovo progetto comune, che consolida un rapporto di speciale amicizia e collaborazione culturale.
Il Settembre Dantesco di Ravenna si è infatti arricchito dall’anno scorso di una nuova grande manifestazione culturale, un festival pluriennale in tre giorni, ideato nel nome del sommo poeta, nonché padre della lingua italiana, anche come preparazione alle celebrazioni (previste per il 2020-2021) per il settimo centenario della morte. Il titolo scelto è, appunto, ‘Dante 2021’. La seconda edizione si svolgerà dal 6 al 8 settembre prossimo, con una preapertura mercoledì 5 settembre, in collaborazione con il Comune di Ravenna.
Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Lanfranco Gualtieri, ha ricordato come la Fondazione, dallo scorso anno, ha deciso di iniziare un nuovo progetto celebrativo della memoria del sommo Poeta traguardando il 2021 anno del VII centenario della morte per costruire un percorso culturale di approfondimenti e riflessioni che abbiano particolare riferimento alle ragioni e ai valori della lingua italiana come fattore portante della nostra identità nazionale, tenendo conto anche del fatto che il nostro Paese ha vissuto l’unificazione linguistica culturale prima di quella politica. Questo percorso ha come referente scientifico e culturale l’Accademia della Crusca, prestigiosa e massima eccellenza nazionale nel campo della ricerca scientifica dedicata allo studio e alla diffusione dell’italiano in Europa e nel mondo. Dopo il successo di critica e di pubblico del 2011, il rilievo del programma di quest’anno porterà valore aggiunto anche nell’ottica di Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019.
Il Presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna Spa, Antonio Patuelli, ha sottolineato come questa collaborazione aprirà una potenziale fase collaborativa e di nuovi rapporti con gli autorevolissimi organismi culturali di Firenze per costruire programmi celebrativi comuni in vista del 2021. La positiva collaborazione instaurata con l’Accademia, ha ricordato il Presidente Patuelli, rappresenta un deciso valore aggiunto e proietta l’evento ben oltre gli orizzonti locali. Crusca significa infatti lingua italiana e Firenze, la città che dette a Dante i natali. Ravenna ne fu invece la terra d’esilio. Due, intanto, gli obiettivi collaterali: promuovere il territorio e consolidare la candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura nel 2019. La prospettiva del centenario Dantesco rafforza, infatti, la candidatura di Ravenna come Capitale europea della Cultura per il 2019, ruolo prestigioso che la Comunità attribuì nel 1986 proprio a Firenze, seconda della serie dopo Atene. Dante e l’identità della lingua e della cultura italiana sono indissolubili presupposti anche delle culture europee.
La presidente dell’Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio, sottolineando il valore della collaborazione con la Fondazione per Dante 2021, ha messo in rilievo, come fondamento della manifestazione, due temi strettamente connessi: l’importanza della lingua (che tanto deve a Dante) come fattore di identità e come elemento decisivo, e tuttora attivo, dell’unificazione nazionale e la necessità di diffondere nel pubblico più largo la consapevolezza dei rapporti interdisciplinari e interculturali.
Si confermano e si precisano quest’anno le particolari e originali caratteristiche della manifestazione: non rassegna variamente spettacolare fine a se stessa, occasionale celebrazione a tema dantesco, o esibizione di pur importanti scrittori o studiosi, ma evento “in movimento”, laboratorio in crescita permanente secondo un progetto evidente, dalle spiccate caratteristiche culturali, di ricerca, di approfondimento e insieme di ampia divulgazione, con una forte attenzione alla partecipazione attiva e alla crescita del pubblico.
Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci ha ringraziato la Fondazione Cassa Ravenna per il bellissimo programma proposto per l’edizione 2012 di Dante 2021.
Tutta Ravenna – ha proseguito il Sindaco – è impegnata nella costruzione della candidatura a Capitale Europea della Cultura. “Colgo questa circostanza per dire che condivido molto la suggestione proposta dal Presidente Patuelli: Dante, Ravenna città di Dante è il valore aggiunto che ci potrà consentire di raggiungere un traguardo che è alla nostra portata. Il 2019 e il 2021, settimo centenario della morte di Dante, saranno fratelli nella definizione dei programmi e dei progetti.
Lo Staff di Ravenna2019 lavorera’ su questa suggestione per dare forza al programma che presenteremo. Rammento che insieme alle citta’ della Romagna,alla citta’ di Bologna,alla Regione Emilia-Romagna, anche la citta’ di Firenze ha gia’ espresso il suo sostegno alla candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019”.

 

Come ha illustrato il coordinatore di Dante 2021, Domenico De Martino, nei tre incontri pomeridiani negli Antichi Chiostri francescani della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, gli eminenti studiosi invitati non proporranno su temi danteschi le sintesi di risultati acquisiti, ma apriranno le loro “fucine” di ricerca, mostrando al pubblico temi, ragioni, significati del loro lavoro su Dante e, al tempo stesso, ne indicheranno, il valore generale. Ad esempio, nell’incontro dedicato a La Commedia: dai manoscritti alle edizioni scolastiche, tre studiosi illustreranno il percorso dei ricercatori che, dalla morte di Dante a oggi, hanno applicato strumenti sempre più raffinati alla ricostruzione del testo del poema (così come voluto dell’autore) sulla base dei manoscritti sopravvissuti, opera di copisti più o meno attenti e rigorosi, di varia origine e impostazione “dialettale”, e non sul purtroppo smarrito eventuale autografo d’autore. Della filologia dantesca saranno mostrati anche gli aspetti di atteggiamento critico complessivo, valido per tutti e sempre, fondato sul dubbio e sulla ricerca di documenti certi per ogni informazione.
Non tutto il programma è stato svelato ma, grazie anche all’intervento in musica del Maestro Stefano Albarello, ideatore e curatore dell’evento, è stata annunciata la creazione, espressamente per Dante 2021, di uno spettacolo con Moni Ovadia e l’Ensemble Cantilena Antiqua dedicato a Immanuel Romano, intellettuale ebreo contemporaneo di Dante, e suo amico, che immaginò anch’egli un viaggio nell’aldilà. Attraverso il godibile spettacolo, con parti recitate e parti cantate, emergerà anche una contestualizzazione dell’opera dantesca, collocata in un dialogo articolato con la cultura del suo tempo.
Quest’anno Dante 2021 vedrà una stretta collaborazione con il Comune di Ravenna, come illustrato in conferenza stampa dal Sindaco Fabrizio Matteucci. Il 5 settembre, come preapertura del festival, si inaugureranno due mostre (nella Biblioteca Classense e nei Chiostri francescani), organizzate congiuntamente da Dante 2021 e dal Comune di Ravenna, e dedicate a due importanti collezioni di foto: di Giuseppe Cremoncini (utilizzate da Corrado Ricci per La Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata nei luoghi e nelle persone, 1898) e di Vittorio Alinari (per Paesaggi italici per la Divina Commedia, 1921; esposte qui per la prima volta). La giornata del 5 vedrà protagonisti anche l’Istituto musicale “Giuseppe Verdi” di Ravenna e il Conservatorio di musica “Luigi Cherubini” di Firenze, che si esibiranno nelle sedi delle mostre con un programma di musica del Novecento e con creazioni originali di musiche ispirate a Dante.
E’ stato infine annunciato che, proprio per consolidare il significato del “percorso” verso il VII centenario della morte di Dante, si inaugurerà la collana Le conversazioni di “Dante 2021”. Il primo volume, che sarà presentato nel corso dell’edizione 2012, raccoglie gli interventi degli incontri dell’edizione 2011. L’opera, in collaborazione con la Fondazione e l’Accademia della Crusca, sarà pubblicata dall’editore ravennate Longo.