Il commento di Gianfranco Spadoni (Udc)

“Ha  perfettamente ragione il presidente dell’Autorità portuale Galliano Di Marco  a reagire con disappunto al maxiemendamento alla Legge di stabilità con cui si tutela palesemente il porto di Venezia a discapito di una necessaria visione d’insieme dell’intero sistema portuale italiano. Anche perché il viceministro  alle Infrastrutture e  Trasporti  Mario Ciaccia ha in  più circostanze  assunto posizioni diametralmente opposte nell’ottica di  promuovere e  salvaguardare tutti gli scali italiani e non limitare le risorse disponibili a favore di una sola realtà”. L’intervento è del consigliere provinciale Udc Gianfranco Spadoni.

 

“Oltre all’approfondimento dei fondali in parte finanziati dallo stato – prosegue Spadoni – il nostro porto rischia  giorno per  giorno di perdere competitività a favore degli altri porti, come, ad  esempio, quello di Trieste  con i suoi fondali di 35 metri e quello di Gioia Tauro. E in questo senso l’abbassamento dei fondali rappresenta una tappa fondamentale per salvaguardare la competitività con gli omologhi della penisola, poiché tale scelta assolutamente strategica  consentirà di realizzare uno scalo container di livello internazionale in Adriatico, con una  probabile svolta nel posizionamento complessivo del porto ravennate, della sua economia  e come  volano per l’indotto. Ma il problema, in ogni modo, non riguarda solo l’escavo dei fondali, assolutamente indispensabile, ma piuttosto un rilancio complessivo delle attività di movimentazione delle merci e una sua salda  posizione nei mercati internazionali.
La reazione, dunque, del rappresentante dell’Autorità ravennate è comprensibile e allo stesso tempo condivisibile, ma dall’altro lato della medaglia emerge a tutto campo la debolezza della politica locale e di quella istituzionale, espressa anche attraverso i propri rappresentanti alle  assemblee parlamentari di Camera e Senato. Oltre alla trascurabile attività  dei nostri rappresentanti a livello romano, non va dimenticato, oltretutto, come il governatore  regionale Vasco Errani, svolga anche una funzione di grande rilievo, come la presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni,  ritenuta la sede privilegiata della negoziazione politica interistituzionale. E in questo caso il futuro del porto di Ravenna, o meglio, del porto della Regione Emilia Romagna, pare essere stato accantonato rispetto ad altre  realtà più forti e rappresentative”.