Il vicesindaco Mingozzi: “buone opportunità ma stipendi bassi”

“Per i laureati a Ravenna buone opportunità di lavoro, ma stipendi bassi”. All’indomani della presentazione del XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati dell’Alma  Mater  compresi  gli  insediamenti  romagnoli,  il  vicesindaco  Giannantonio  Mingozzi commenta i dati ravennati. L’indagine ha monitorato l’inserimento lavorativo dei laureati, fino ai primi cinque anni successivi al conseguimento del titolo.

Secondo Mingozzi quelli su Ravenna sarebbero da considerare dati “positivi  se  confrontati  con  il  dato nazionale, ma piuttosto deludenti sotto il profilo della remunerazione. Esaminando  alcuni  dei  capitoli  che  concernono  i  laureati  dei  corsi  ravennati  (su  3500  iscritti sono mediamente 520-530 ogni anno) possiamo constatare – ha aggiunto – che ad esempio i laureati  in  Giurista  di  impresa  e  delle  amministrazioni  pubbliche  a  un  anno  dalla  laurea lavorano nel 40 per cento dei casi, ma con uno stipendio massimo fino a mille euro.
Nell’ambito  di  Conservazione  dei  Beni  culturali  va  meglio  la  laurea  magistrale  in  Ricerca, documentazione e tutela dei beni archeologici con un tasso di occupazione del 40 per cento a un  anno  dal  conseguimento  del  titolo,  e  del  87,5  a cinque  anni,  seppur  con  stipendi  sempre bassi, simili a quelli della media nazionale.
Il  campione  di  laureati  nella  laurea  triennale  in Beni  culturali  lavorano  nel  22  per  cento  dei casi (a un anno dal conseguimento del titolo) con una remunerazione media di 754 euro e una prevalenza di contratti a tempo determinato; la percentuale di occupati sale al 33,3 per cento per i laureati nella triennale in Ingegneria edile; dato che aumenta nel caso della magistrale in Ingegneria  dei  Sistemi  edilizi  e  urbani  i  cui  laureati  a  un  anno  dalla  laurea  lavorano  nel  71,4 per cento dei casi con stipendi di poco ma superiori alla media nazionale dei mille euro.
Buono  il  dato  della  magistrale  in  Analisi  e  gestione  dell’ambiente  –  fa  notare  ancora  il vicesindaco – che si attesta a un anno dalla laurea sul 75 per cento e, a cinque anni, sul 89,5 per  cento con un compenso che nel lasso di tempo in questione va dai 700 euro circa di media ai quasi 1200.  

Discorso  a  parte  merita  la  laurea  magistrale  a  ciclo  unico  in  Giurisprudenza  con  un  livello  di occupazione  basso  (27,7  per  cento)  in  quanto  la  maggior  parte  dei  laureati  una  volta conseguita  la  laurea  non  si  immette  nel  mercato  del  lavoro  ma  segue  il  praticantato  per l’accesso alle professioni forensi.

Infine  nel  caso  di  Biologia  Marina  a  un  anno  dalla  laurea  lavora  il  47,1  per  cento  e  a  cinque ben l’85,3 per cento”.
Voglio  ricordare  –  conclude  Mingozzi  –  che  l’indagine  AlmaLaurea  ha  riguardato  i  laureati triennali  e  magistrali  usciti  nel  2011  intervistati  dopo  un  anno  e  i  laureati  dei  corsi  magistrali usciti nel 2007 intervistati dopo cinque anni e soprattutto che lo studio tiene in considerazione occupazioni  ottenute  non  soltanto  nel  territorio  ravennate,  ma  anche  nei  territori  di  residenza degli  studenti  che  hanno  studiato  a  Ravenna.  In  sintesi  il  dato  ravennate  conferma  un  buon interesse  dell’imprenditoria  ravennate  ad  alimentare  i  propri  organici  e  le  proprie  figure tecniche e dirigenziali attingendo dal bacino dei nostri laureati. Purtroppo siamo ancora carenti dal  punto  di  vista  della  continuità  dell’impegno  occupazionale  che  in  poche  occasioni  si trasforma  in  contratto  a  tempo  indeterminato  e  soprattutto  dal  punto  di  vista  di  un  pieno riconoscimento della laurea conseguita.

In  questi  ultimi  due  anni  abbiamo  incontrato  75  aziende  e  continueremo  (a  partire  dalla prossima  rassegna  dell’OMC)  a  illustrare  e  a  promuovere  le  caratteristiche  dei  corsi  di  laurea ravennati anche nei Paesi esteri che collaborano con la nostra economia e la nostra industria, così come abbiamo fatto recentemente negli Stati Uniti. E questo sarà un impegno prioritario di noi  istituzioni  e  della  Fondazione  Flaminia  per  consolidare  la  spendibilità  del  titolo  di  studio conseguito nella nostra città e difenderlo nel mercato del lavoro in questi anni di difficoltà”.