La nota di Paolo Guerra (Lega Nord)

“Il sindaco e gli assessorati competenti lamentano ripetutamente le precarie condizioni del manto stradale, ma hanno altresì il dovere di impegnarsi attivamente a ricercare le cause di tali situazioni, individuandone eventuali corresponsabilità a tutela e favore dei cittadini e delle casse comunali”. A parlare è Paolo Guerra, consigliere Lega Nord Romagna.

“Le condizioni del manto stradale di buona parte del Comune di Ravenna – prosegue Guerra – risultano essere in condizioni precarie e per diversi tratti piene di buche, avvallamenti ed alquanto sconnesse. Tale situazione perdura ormai da diversi anni, e tende progressivamente a peggiorare a causa delle condizioni meteo climatiche ed atmosferiche creando degrado urbano e forte disagio per buona parte dei cittadini in qualsiasi condizione essi si muovano in città (pedoni, cicli, motocicli e automezzi). Tali condizioni si ripercuotono talvolta anche sulla parte legata al marciapiede e ai passaggi adibiti ai pedoni, rendendo difficile il camminamento per le persone anziane e diversamente abili con rischi di cadute.

E’ evidente a tutti che, sulle strade cittadine, una parte delle buche e degli avvallamenti siano correlate in modo evidente da lavori di scavo e di successiva chiusura provvisoria per interventi svolti sulle tubazioni e sulle condotte sotterranee. Tali interventi si sono talvolta succeduti, con improbabile coordinamento, negli stessi tratti stradali a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, compromettendo ulteriormente le condizioni del manto superficiale. Gli interventi di manutenzione sono autorizzati da apposito regolamento comunale con Rev.5 del 3 marzo 2004 ed approvato con deliberazione del C.C. n°21914/55 del 22/032004 il quale impone il ripristino del manto stradale alle condizioni iniziali in due fasi: in termini provvisori e, successivamente, in termini definitivi. In sostanza si richiede che il ripristino provvisorio imponga di ritornare alle condizioni molto prossime a quelle iniziali evitandone il degrado anticipato. In un secondo momento, e a spese del soggetto che svolge lo scavo, il Comune deve effettuare un intervento definitivo. Va sottolineato a spese di coloro che effettuano lo scavo, in quanto tali manutenzioni prevedono il versamento di un indennizzo nelle casse comunali. Va da sé che buona parte delle strade avrebbe già dovuto essere ripristinata e non a spese dei cittadini. 

Per quanto sopra esposto ho presentato una interrogazione volta a richiedere:

1)  dettagliata statistica riportante il numero degli interventi svolti sulle strade della città di Ravenna negli ultimi tre anni che hanno comportato l’apertura del manto stradale per interventi di qualsiasi tipo sulle condotte e sulle tubazioni;
2) il numero dei controlli effettuati dagli Uffici Tecnici Comunali al momento della chiusura e del ripristino provvisorio e successivamente definitivo del manto stradale per attestarne la conformità o meno alle condizioni iniziali e conseguentemente l’eventuale numero di reclami o non conformità rilasciate;
3) gli introiti degli ultimi tre anni derivanti dal pagamento delle operazioni di ripristino definitivo del manto stradale erogati dalle aziende che hanno svolto (o sub-appaltato) le operazioni di scavo e di ripristino;
4) le motivazioni per ci non siano applicate le normative nazionali che imporrebbero la realizzazione di condotti polifunzionali di ispezione (Direttiva 3 marzo 1999 “Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici” pubblicato G.U. n°58 dell’11.3.1999), i quali avrebbero lo scopo di evitare successive e ripetute aperture del manto stradale”.