L’intervento del sindaco all’apertura di ‘Agorà 2019’

E’ in corso, da oggi al 21 aprile all’Almagià,  “Agorà2019 – La parola alla Cultura”, la tre-giorni organizzata per fare il punto sulla cultura in Romagna e per presentare la candidatura di Ravenna e del territorio a Capitale europea della Cultura. L’iniziativa riunirà amministratori pubblici e privati cittadini, operatori e gruppi, docenti ed esperti per discutere e progettare, con particolare attenzione ai risvolti economici della cultura.

Ad aprire  i lavori di è stato il  sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci: “Ravenna, come l’Italia, come l’Europa, come il mondo occidentale sente sulla propria pelle, avverte nella propria carne, gli effetti micidiali della recessione economica – ha dichiarato il primo cittadino-. Sentono questi effetti le imprese, le famiglie, i giovani e le donne. In Italia alla crisi economica si sommano  la crisi radicale del sistema politico ed una crisi sociale esplosiva.  La cosa più importante è il lavoro. Non è un lusso, in questo frangente, che è il più drammatico del dopoguerra, confermare il nostro impegno per la candidatura a Capitale europea della cultura.

Questa è la terra nella quale un secolo fa i braccianti  che avevano fame, costruirono i teatri. Ravenna è la dimostrazione che sostenere che con la cultura non si mangia è un’idea grossolana e stupida. La vita culturale della città ha contribuito a far nascere imprese e lavoro. Diversi punti del Pil locale sono generati dalle attività culturali che sono lievitate nel nostro territorio. La comunità ravennate compie ogni giorno il   ‘miracolo’  di conciliare la chimica con il turismo. E io non intendo rinunciare a questo. Quindi possiamo sinceramente condividere l’idea che non è un lusso occuparsi della candidatura a Capitale europea della Cultura.

E’, al contrario, un’occasione straordinaria ed irripetibile per fare emergere e valorizzare i talenti del territorio, per creare nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, e per fare crescere una nuova classe dirigente per la  città e per il territorio. Proprio perché la consideriamo una preziosa opportunità, abbiamo lavorato perché questo fosse il progetto non solo di Ravenna, ma di tutta la Romagna. La spinta a lavorare insieme e la coesione sociale che contraddistinguono Ravenna e la Romagna sono alla base di questo progetto, sono il tratto essenziale di tutte le azioni che abbiamo messo e metteremo in campo. La candidatura di Ravenna, oltre a trovare consenso unanime in tutta la città, oltre a godere del sostegno della Regione Emilia Romagna, conta sul supporto di tutte le città della Romagna.

I romagnoli sono persone che sanno rimboccarsi le maniche, che hanno la cultura del fare insieme nel loro dna. Questa  ‘cultura del fare insieme’, che attraversa trasversalmente i settori dell’economia, della società, è una leva strategica di sviluppo, uno strumento prezioso per affrontare il cambiamento e la trasformazione. La candidatura, in questo senso, è un’occasione per mettere a frutto quello che è un valore aggiunto non solo per la nostra comunità, ponendoci come esempio a livello operativo, creando nuovi progetti culturali che ci avvicinino sempre di più all’Europa e offrendo nuove opportunità per il territorio”. 

Matteucci ha poi spiegato che il progetto di candidatura poggia su tre elementi. “Innanzitutto un  processo partecipativo senza precedenti. I cittadini hanno avuto la possibilità di dare il proprio contributo di idee attraverso l’open call.  Gli operatori e le realtà artistico-culturali, economiche e sociali sono stati chiamati a riflettere e a sviluppare progetti  attraverso il percorso collettivo e partecipato dei gruppi di lavoro.

Sono oltre quattrocento le proposte collegate alla candidatura che oggi siamo chiamati a discutere e a selezionare. Il secondo elemento è la qualità del dossier. Questo documento è decisivo per superare la preselezione che ci avvicinerà all’ambizioso obiettivo che ci siamo posti. A questo documento stiamo lavorando da tempo, su di esso vogliamo  convogliare tutto l’impegno e la passione scaturito da quel circolo virtuoso e partecipato che è  ‘il cuore’ del progetto di candidatura. Infine il terzo elemento che abbiamo voluto che fosse parte integrante di questo progetto, è  un intervento molto importante per quanto riguarda la programmazione urbanistica della nostra città: la riqualificazione della Darsena, l’antico quartiere portuale di Ravenna. Fra la Nuova Darsena e  la  candidatura il nesso è totale. Entrambi indicano una prospettiva, un’idea di città che partendo dalla sua storia e dalle sue tradizioni vuole aprirsi  sempre di più al mondo.

La candidatura a Capitale europea non è patrimonio del Sindaco, del Comune o dello Staff di Ravenna 2019. Non è neppure patrimonio esclusivo dello straordinario tessuto culturale della nostra città. E’ patrimonio di tutti i cittadini. E’ un patrimonio  per non affrontare solo con la paura le sfide che ci aspettano”.