La lettera di Legambiente e Associazione Esposti Amianto ai sindaci

Legambiente Emilia Romagna e Associazione Esposti Amianto (AEA) hanno inviato oggi a tutti i sindaci della Regione, una lettera con la richiesta di emettere nel modo più rapido possibile un’ordinanza per avviare il censimento dell’amianto ancora presente sui territori comunali.

“A vent’anni dalla sua messa al bando – spiegano le due associazioni – l’amianto provoca ancora più di 2000 vittime l’anno: è evidente come sia necessaria, in relazione ad esigenze di sanità pubblica e di prevenzione, un’immediata operazione di censimento capillare di questo materiale. Su scuole ed ospedali, il censimento dell’amianto è già stato avviato con una circolare del Ministero della sanità nel 1986, sei anni prima del varo della legge 257/1992″.

Legambiente e AEA chiedono ai sindaci, che il censimento non si limiti a scuole ed ospedali, ma venga ampliato a tutti gli edifici pubblici e privati, oltre che all’amianto interrato (tubature fognarie ed acquedottistiche) e alle “scorte” di materiali amiantiferi nei luoghi di lavoro. Importante anche mappare tutto il fibro-cemento non contenente amianto.

“I vantaggi di metter in campo una mappatura di questo tipo sono evidenti – proseguono – La redazione di una mappa esaustiva del cemento amianto associata ad una valutazione dello stato dei manufatti, costituisce una premessa indispensabile della strategia per la individuazione delle priorità di bonifica. Inoltre in breve tempo si potrebbe avere una stima realistica della quantità di materiale disseminato nel territorio, cosa che semplificherebbe gli smaltimenti.

Il censimento attraverso il meccanismo dell’auto notifica inoltre, aiuta a scoraggiare le tentazioni di “auto-smaltimento”, fenomeno pericolosissimo sia per la salute pubblica che per la salute di chi opera per la rimozione di questo materiale sulle sue stesse proprietà.

A un anno dal sisma che devastò l’Emilia Romagna, ci preme ricordare che aver avuto un censimento puntuale delle strutture contenenti amianto dei comuni colpiti dal sisma, avrebbe sicuramente aiutato a ridurre i rischi di esposizione di tutti gli operatori, oltre che dei cittadini, che sono intervenuti nella zona del cratere”.