Interrogazione di Ancisi. “Assunta dal marito, pagati dal Comune. Gli atti in Procura”

 

Affiora un altro dubbio nella vicenda legata a ministro Sefi Idem. In un’interrogazione al sindaco, il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, si sofferma sugli oneri previdenziali pagati dal Comune quando la Idem era assessore. Adombrando un’assunzione fittizia da parte del marito della campionessa.

Ancisi premette che il Comune, attraverso la Polizia municipale, ha inviato alla Procura della Repubblica di Ravenna, in quanto contenenti notizia di reato, gli atti relativi alla casa/palestra situata a Santerno in via Carraia Bezzi 104, di cui è proprietaria Josefa Idem. Comprendono le istruttorie compiute dal servizio Finanziario per le irregolarità di natura fiscale e del Controllo edilizio per quelle urbanistico-edilizie. Ora Ancisi ritiene “doveroso” chiedere al sindaco di “acquisire dall’ufficio Contabilità e di trasmettere parimenti alla Procura della Repubblica gli atti relativi agli oneri previdenziali versati a favore della stessa nel periodo del suo secondo mandato come assessore del Comune, esattamente dal 10 giugno 2006 al 7 maggio 2007 (quando si dimise dall’incarico ‘causa crescenti impegni a livello principalmente familiare, di madre, innanzitutto; e il contemporaneo desiderio di atleta, di prepararmi al meglio per poter partecipare alle Olimpiadi di Pechino del prossimo anno’). 

 

Infatti, “secondo l’ordinamento giuridico italiano – spiega Ancisi – gli assessori dei Comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti che, essendo lavoratori dipendenti, si sono collocati in aspettativa dal rispettivo datore di lavoro, usufruiscono, oltre all’indennità di carica, anche del versamento, da parte del rispettivo Comune, degli oneri previdenziali. Durante il primo mandato di assessore, dal 29 maggio 2001 al 24 febbraio 2006, interrotto fino al 10 giugno causa il commissariamento del Comune a seguito delle dimissioni del sindaco Mercatali, il problema non si pose perché Josefa Idem non segnalò alcun rapporto di lavoro dipendente, come invece è stato al momento del successivo reincarico.

Tale rapporto di lavoro è intercorso, per funzioni di istruttrice e segretaria, con l’associazione dilettantistica Canoa Kayak Standiana, avente allora indirizzo legale in via Carraia Bezzi 102, a Santerno, in cui era risieduta l’intera famiglia della Idem fino al 21 aprile 2003 (e dove tuttora risiede la famiglia del fratello del marito), prima di trasferirsi nell’attiguo immobile casa-palestra al numero civico 104, dove tuttora ha sede legale l’associazione Kayak stessa. Presidente allora e tuttora dell’associazione è il marito della Idem, Guglielmo Guerrini”.

 

“Attualmente, secondo notizie di stampa, l’associazione conta sette tessere rilasciate, di cui tre appartengono al marito stesso, nelle vesti di presidente, maestro e allenatore e una quarta a suo fratello Gianni. L’associazione Kayak ha assunto, come prima ed unica dipendente, la Idem, versando all’istituto di previdenza i dovuti contributi per 10 giornate lavorative. Dopodiché, a seguito del collocamento in aspettativa contemporaneo all’assunzione dell’incarico di assessore, è stato il Comune di Ravenna a versare tali contributi, fino alla cessazione dall’incarico il 7 maggio 2007, per un totale di 8.642 euro, pari a complessive 183 giornate lavorative. Dal giorno dopo e fino ad oggi, non risulta all’istituto di previdenza alcun versamento di oneri previdenziali da parte dell’associazione Kayak per Josefa Idem; né, salvo pochissimi giorni nel 2009, altri rapporti di lavoro della Idem con altri soggetti. Se ne deduce che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato nel momento in cui il Comune di Ravenna non poteva più corrispondere alcun onere di questo genere.

Sembra al sottoscritto che sussistano gli elementi affinché sia la Procura della Repubblica a valutare se l’assunzione, formalmente ineccepibile, sia stata in realtà fittizia e strumentale al fine di porre a carico dell’ente pubblico oneri previdenziali altrimenti non dovuti.

Si chiede a Lei, sindaco, se intende corrispondere alla richiesta contenuta in questa interrogazione, preavvisando che, in caso di risposta negativa o di mancata risposta in termini di tempo ristretti, si renderà inevitabile che sia direttamente il sottoscritto a provvedere in proposito”.