Le musiche saranno eseguite dal vivo

A 15 anni dalla sua ultima apparizione in Italia, e per la prima volta a Ravenna (per una delle due sole date italiane del suo tour europeo, assieme a Spoleto, ma con programmi rigorosamente diversi), giovedì 11 luglio al Pala De Andrè si potrà ammirare il ‘Dance Group’ di Mark Morris, danzatore, coreografo e regista statunitense erede di quei pionieri della modern dance americana che chiamavano i loro spettacoli ‘recital’ o concerti. Il programma, inserito nell’ambito di Ravenna Festival, prevede quattro coreografie selezionate dalla sua vastissima produzione, che meglio rappresentano la forza propositiva del binomio danza e musica, che caratterizza la creatività dell’artista statunitense.  Le musiche saranno eseguite dal vivo dal Mark Morris Dance Group Music Ensemble composto per l’occasione da Owen Dalby (violino), Colin Fowler (pianoforte) e Andrew Janss (violoncello).

Lo spettacolo è reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di Confindustria Ravenna.

Coreografie, dunque, con musiche eseguite rigorosamente dal vivo. Lo stesso Mark Morris spiega questa scelta in modo molto semplice: “Scelgo spesso la musica per la sua grandezza. Non perché siano pezzi nati per la danza. Quando ho deciso di fare una coreografia sul ‘Ghost Trio’ di Beethoven, il meraviglioso ‘Trio per pianoforte’, l’ho fatto per la stessa ragione per cui mi piace ascoltarlo: è un pezzo così ricco, stimolante, eccitante. Ha tutto ciò di cui ho bisogno e sono le stesse cose di cui necessita la danza”. E aggiunge: “Non rinuncerei a muovermi senza musicisti quanto senza ballerini. Nel mio lavoro la musica e la danza hanno esattamente la stessa importanza”.

Il programma ideato per Ravenna Festival vede la compagnia danzare sulle musiche eseguite dal vivo dal MMDG Music Ensemble, con Colin Fowler al pianoforte e Owen Dalby al violino.
Il primo titolo in scena è ‘Italian Concerto’ sul Concerto Italiano in fa maggiore di Bach, creazione per cinque danzatori del gennaio 2007 che si snoda nei tre movimenti del concerto, Allegro, Andante, Presto. Il debutto fu al Mark Morris Dance Center di Brooklyn. ‘Candleflowerdance’ è stato presentato per la prima volta nel 2005 a Berkeley in California sulla ‘Serenata in la maggiore’ di Igor’ Stravinskij ed è un balletto per sei danzatori. Morris lo ha dedicato alla scrittrice e intellettuale americana Susan Sontag, sua amica e grande fan, che era appena scomparsa. Candele accese sul pavimento, un quadrato luminoso dal quale i danzatori entrano e escono in costumi gialli, turchesi e rossi. “Uno spazio per la danza, nel quale la vita esplode in un modo differente”.
Jenn and Spencer è il lavoro più nuovo della compagnia di Morris in scena a Ravenna. Ha debuttato il 3 aprile di quest’anno al Mark Morris Dance Center. La musica è la Suite per violino e pianoforte di Henry Cowell. Il pezzo deriva il proprio titolo dai due interpreti del duo: Jenn Weddel e Spencer Ramirez, splendidi danzatori della compagnia di Morris. In passato il coreografo non dava molta importanza alla forma tradizionale del duo giocata sulla coppia uomo-donna. Qui invece la coppia è messa in luce anche dalla scelta dell’abbigliamento: non un costume unisex, ma un morbido abito lungo per lei, pantaloni e camicia per lui. Non poteva mancare da questo ritorno di Morris in Italia uno fra i pezzi più coinvolgenti del suo repertorio degli anni Novanta: ‘Grand Duo’ sul ‘Grand Duo per violino e piano’ di Lou Harrison. Ha debuttato nel 1993 a Amherst in Massachusetts ed è un pezzo per 14 danzatori di strepitosa energia tribale, inossidabile al passare del tempo per vigore e bellezza. Si divide in Prelude, Stampede, A Round, Polka. Un pezzo formidabile.

Mark Morris, 57 anni il 29 agosto, cresce a Seattle in una famiglia amante della musica e della danza che apprezza il suo naturale talento e lo aiuta a svilupparlo. Il padre gli insegna come leggere la musica e la madre Maxine gli fa conoscere il flamenco e il balletto. A 13 anni riesce ad entrare nel Koleda Folk Ensemble, una troupe perfetta per il giovane entusiasta di quegli anni. La sua maestra Verla lo definisce un performer nato. La danza per Mark non è mai abbastanza. Adora studiare, vedere spettacoli. A 19 anni si trasferisce a New York, vuole fare il coreografo, ma prima debutta come danzatore in altre compagnie. Balla per Elliot Field, Lar Lubovitch, Hannah Kahn, Laura Dean, Twyla Tharp. Lo fa per quattro anni, poi la svolta. Nel 1980 fonda il Mark Morris Dance Group. La prima performance ufficiale della compagnia si tiene il 28 e 29 novembre al Cunningham Studio di New York. Il successo è straordinario così, dal 1988 al 1991, la MMDG diventa la compagnia ufficiale del teatro de La Monnaie di Bruxelles. Non basta: sempre in quel periodo Morris e Mikhail Baryshnikov fondano il White Oak Dance Project e Morris continua a creare opere per questa compagnia fino al 1995. L’esperienza dello White Oak si è chiusa nel 2001, anno in cui si è inaugurato a Brooklyn il Mark Morris Center, straordinario spazio dove risiede oggi la compagnia e la scuola a essa associata.

MMDG Music Ensemble. Formatosi nel 1996, si esibisce con il corpo di ballo nei luoghi più prestigiosi del mondo ed è parte integrante della vita creativa della Compagnia. L’Ensemble collabora spesso con famosi musicisti quali, tra gli altri, il violoncellista Yo-Yo Ma, il pianista Emanuel Ax e il mezzosoprano Stephanie Blythe, e con importanti orchestre e gruppi corali, tra cui la Philharmonia Baroque Orchestra, il Trinity Choir e lo Yale Choral Artists. Sotto la direzione artistica di Mark Morris, il repertorio dell’Ensemble spazia dalle opere seicentesche di John Wilson e Henry Purcell ai brani più recenti di Lou Harrison e Henry Cowell.