Lista per Ravenna torna sulla questione

 

Lista per Ravenna torna sul ‘caso Idem’, facendo il punto su una parte dell’indagine, quella che riguarda le irregolarità edilizie, che il capogruppo Alvaro Ancisi ha potuto ricostruire grazie all’accesso agli atti di cui godono i consiglieri comunali. Ancisi promette ulteriori approfondimenti sugli altri aspetti (le irregolarità Ici-Imu e la questione dei contributi previdenziali), ma nel frattempo definisce “modesti” gli abusi edilizi compiuti (e poi sanati): “Ognuno di noi, che si fosse affidato ad un tecnico fidando nella sua competenza e scrupolosità, sarebbe potuto incorrervi”.

 

Ecco la ricostruzione:

“nell’aprile 2003, la famiglia Guerrini/Idem si trasferisce dalla casa di famiglia del marito in via Carraia Bezzi 102 in quella confinante, acquistata dalla Idem, al numero civico 104. Nel luglio successivo, il Comune rilascia il permesso di costruire n. 726 per la ristrutturazione, parziale demolizione ed ampliamento dell’edificio, mediante realizzazione di un progetto unitario con quello attiguo, di proprietà di terzi, situato ai numeri 106-108. Nel corso dei lavori, sono state compiute lievi e normali variazioni del progetto, che però non sono state comunicate al Comune entro la durata triennale del permesso. L’errore è stato rimediato solo nel dicembre 2011, con la presentazione di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) in sanatoria, che si è chiusa col pagamento di 500 euro di sanzione.

 

L’11 giugno scorso, un sopralluogo del controllo edilizio del Comune ha però accertato che i locali a piano terra dell’immobile/abitazione, adibiti a sala attrezzi, taverna soggiorno, studio e servizi igienici e spogliatoio, erano invece a servizio di un’attività di palestra, così configurando un cambio d’uso senza opere in assenza di SCIA. Si è dunque resa necessaria un’ulteriore SCIA in sanatoria, presentata solo il 21 giugno scorso. Vi sono compresi i pluviali dell’edificio e dei condizionatori posti sotto una tettoia esistente, la cui costruzione era stata autorizzata col permesso 726 del 2003: ciò chiarisce il dubbio sul posizionamento esterno dell’impianto sollevato dal controllo edilizio nel sopralluogo dell’11 giugno scorso. Il piano terra, adibito a palestra, è di circa 170 metri quadrati. Il primo piano, che resta abitazione, è di circa 55. I parcheggi, con 8 posti auto nel cortile, di cui uno riservato ai disabili, rispettano lo standard richiesto. La palestra è accessibile ai disabili tramite una rampa.

Il procedimento si concluderà, a seguito dell’avvenuto pagamento di una sanzione pari a 500 euro, non appena la specifica commissione provinciale avrà espresso il proprio parere. Serileverà un aumento del valore dell’immobile in conseguenza del cambio d’uso, l’importo della sanzione aumenterà in proporzione, comunque di poco. La polizia municipale ha inflitto una sanzione di 154 euro per mancata presentazione del certificato di conformità edilizia e di agibilità, in tal modo sanata a termini di legge. L’agibilità stessa è stata acquisita provvisoriamente il 28 giugno 2013 col deposito della richiesta di tale certificazione, per il rilascio definitivo della quale non esistono comunque impedimenti.

Nella SCIA, è contenuta una dichiarazione che fa risalire al 2006 il cambio d’uso a palestra, già da prima affidata in comodato all’Associazione Sportiva Dilettantesca Canoa Kayak Standiana. Si dichiara anche che i lavori sono finiti nel 2007”.