Il deputato Pd è stato ospite qualche giorno fa a Borgo Sisa

A pochi giorni dall’incontro preparatorio di Borgo Sisa con il candidato alla segreteria nazionale del Pd, nasce il comitato provinciale “per Civati” di Ravenna. 

“Fedeli a un metodo di lavoro che insiste sulla partecipazione dei militanti dei circoli e sull’ascolto di tutti i suggerimenti, al di fuori di ogni deleteria logica correntizia, il comitato “per Civati” vuole essere un luogo d’incontro per tutti coloro che in questi mesi non hanno condiviso le scelte governative fatte dal partito; per tutti coloro che aspirano alla costituzione di un soggetto politico innovativo, capace di affrontare in modo radicalmente differente le difficili sfide dell’oggi; per tutti coloro che considerano il “fare politica” un esercizio di diritti individuali da non delegare a carismatiche e lontane leadership”. 

Ad Ignazio Belfiore, segretario del circolo Pd di Castelbolognese, è stato affidato il ruolo di coordinatore del costituito Comitato “per Civati” di Ravenna; ad Andrea Baravelli,  è stato affidato invece il compito di portavoce.

Il coordinatore Belfiore ha dichiarato: “Noi facciamo nostre le idee di Civati, quando dice che non si tratta di spostare il Pd più a sinistra, quanto di mandarlo più avanti”. Si tratta di scegliere gli argomenti e le parole; si tratta di ri-costruire buone pratiche all’interno di un partito che da anni ha sposato la logica delle correnti e della contrapposizione frontale interna”. È seguendo quella strada – quella del leaderismo e del tatticismo esasperato, dell’individualismo e del posizionamento come valore – che alla fine si è prodotta la ferita, ancora sanguinante, inferta al partito dai 101 pugnalatori di Prodi. Aggiunge poi Belfiore: “ll prossimo congresso del Pd, anche sul territorio provinciale, può e deve essere un momento di vero confronto; non può e non deve trasformarsi in scontro tra tifoserie di leader alternativi, ma deve mettere i programmi e le idee al centro del dibattito. Dobbiamo ricominciare a parlare di contenuti dell’azione politica, altrimenti non avremo futuro e ci trasformeremo in uno dei tanti partiti di quest’Italia d’inizio millennio”.