Filippo Marzola, 14 anni, è morto nel sonno venerdì scorso. Il cordoglio di Pasquale Minichini

L’esponente di Lista per Ravenna Pasquale Minichini ricorda Filippo Marzola, il ragazzino di 14 anni residente a Ponte Nuovo morto nel sonno venerdì notte. Per accertare le cause dell’improvvisa scomparsa è stata disposta l’autopsia.

“Si è tanto parlato in questi giorni dell’evento luttuoso che ha colpito la famiglia Marzola. Non era immaginabile che un ragazzo di appena quattordici anni, senza cause apparenti, si addormentasse per non svegliarsi più. Conosco da data immemorabile la famiglia Marzola – racconta Minichini – specialmente il nonno Cesare che ho avuto il piacere di dirigere quando faceva parte dell’allora squadra di calcio di Lido di Dante. Ho visto crescere tutti i suoi nipoti. Io ero per loro il “nonno dispettoso”, poiché al mare, appena entravano in acqua, ero solito indirizzargli spruzzi addosso, così come facevo con i miei nipotini di appena qualche anno in più. Ricordo molto bene Filippo quando, ancora un batuffolo, i genitori lo ricoprivano di crema per proteggere la pelle dal sole a causa dell’eccessivo biancore. Come dimenticarlo nei primi momenti di voglia di nuotare, quando si dimenava subito di là dalla battigia, ma non riusciva. Occhialini per proteggere gli occhi dall’acqua del mare e via uno dei tuffi fra le onde, che sono solito fare i bambini alle prime armi. E che dire poi delle prime sfide con la coetanea cuginetta, Martina, per arrivare vicino alla nonna Palma. Chi mai poteva credere che dopo pochi anni Filippo venisse a mancare all’affetto dei suoi cari. Ora mancherà anche a tutti gli habitué di quel fazzoletto di spiaggia libera, tra i bagni Smeraldo e Classe. Mancherà tantissimo anche a me, quel ragazzino dai capelli rossi e dalla carnagione più bianca del latte. Anche se l’autopsia svelerà le cause del decesso, resterà sempre la tristezza che nessuno più ci restituirà Filippo. Solo il tempo, galantuomo, come si è solito dire, riuscirà a rimarginare la profonda ferita inferta a tutti i suoi cari, a partire dai genitori”.