Alle 17.30 l’incontro “Dante e l’arte del suo tempo”

Venerdì 6 settembre, alle 17.30, negli Antichi Chiostri Francescani della Fondazione Cassa Ravenna la terza giornata di Dante2021 si aprirà con la conferenza di Antonio Paolucci sul tema Dante e l’arte del suo tempo. Lo spunto sarà dato dal canto XI del Purgatorio, nel quale compare, nel girone dei superbi, il miniatore Oderisi da Gubbio che, riconosciuto, ed esaltato da Dante, gli addita, in un sintetico parallelismo tra arti figurative e letteratura, l’estrema vanità della fama terrena. Il senso dell’arte sembra essere proprio, messo da parte il “vento” del successo momentaneo, quello di un continuo sforzo a superarsi in nome di valori superiori. Il direttore dei Musei Vaticani, già Ministro dei Beni culturali, racconterà un Dante poco conosciuto, che veste i panni del critico d’arte anzi – come sottolinea lo stesso Paolucci in una sintesi del suo intervento – il primo vero storico dell’arte della nostra tradizione: “Frate più ridono le carte…” dice Oderisi da Gubbio a Dante nell’XI del Purgatorio. Ma come fanno a “ridere” le miniature di un codice che parla di diritto canonico, di patristica comparata o di procedura penale? Eppure le carte “ridono” nel fulgore dell’oro, nel rampicare dell’azzurro lapislazzuli, del verde e del rosso cinabro. Da quella metafora – scrisse Roberto Longhi in un famoso saggio del 1950 – è nata la moderna critica d’arte. Seguirà la conversazione la lettura di alcuni versi dal canto XI del Purgatorio effettuata da Amerigo Fontani, attore teatrale della scuola di Gassman, protagonista di varie serie televisive e, in La vita è bella, rivale in amore di Benigni.

Alle 21 in Piazza del Popolo Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della Crusca, e Lanfranco Gualtieri, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, conferiranno il premio Dante Ravenna 2013 a Virginio Gazzolo che, affiancato dall’attrice Sabrina Zaninotto, evocherà la figura di Francesca da Rimini. Il grande attore sarà poi festeggiato da un gruppo di amici con i quali ha condiviso palcoscenici ma anche episodi di vita. Tra questi i registi teatrali Giuseppe Emiliani, Nanni Garella, Tuccio Guicciardini, Beppe Menegatti, l’icona della danza italiana Carla Fracci, il pittore Andrea Cardile e, per tornare, a casa e ‘in’ teatro, Roberto Cerquaglia Sindaco di Monte Castello di Vibio, cittadina dove Gazzolo vive e che può vantare il teatro più piccolo al mondo come conferma la dedica autografa della compianta Rita Levi Montalcini “Con la più viva ammirazione al Teatro più piccolo e più bello del mondo! “

Poesia e musica si incontrano in chiusura di serata quando salirà sul palco Francesco Baccini cantautore della florida scuola genovese di cui porta il testimone, una tradizione che ha fatto della parola il punto di partenza, una canzone d’autore che è passata tra l’altro da Luigi Tenco e Fabrizio De André. “La sua musica inquieta sboccia spesso da giochi, assonanze e richiami tra parole”, con questa motivazione Baccini riceverà un riconoscimento nel nome di Dante, un premio per una carriera ultraventennale che l’ha visto ricevere anche un premio Tenco in virtù della sua ‘poetica’. Ed che i cantautori siano o meno dei poeti è una vecchia querelle a cui Baccini risponde lapidario “Quando riesci con le parole a creare un’emozione, quella per me è la poesia”.