L’imprenditore Bucci presenta la struttura in via Ponte Marino. Gli auguri di Cristina Mazzavillani Muti

Il  Mariani risorge a nuova vita. La struttura di via Ponte Marino nata come cinema poi trasformata in multisala e infine chiusa, con una parentesi a luci rosse, è pronta ad aprire i battenti sabato 7 dicembre (dalle 16 alle 17.30). Bar, pasticceria, sala wi-fi, osteria, birreria, e, salvo impedimenti burocratici, un cinema: ce n’è per tutti i gusti nella sala acquistata dall’imprenditore ravennate Maurizio Bucci, consigliere comunale del Pdl.

Alla conferenza stampa di presentazione Bucci ha ripercorso l’iter del nuovo Mariani LifeStyle, dal primo incontro con i fratelli Masetti, proprietari della multisala, ai bilanci difficili dell’annata 2005-2007 fino al recente acquisto.
“Non è stato facile – ha spiegato l’imprenditore – non riuscivo a capire come trasformarlo senza stravolgere le strutture che comunque erano nuove. Poi l’affetto verso Gigi (ndr. uno dei fratelli Masetti) mi ha dato la spinta per portare avanti questa avventura. Mi diede le chiavi della multisala nel 2010 dicendomi: vedi se riesci ad avere un’idea per far rinascere il Mariani. A gennaio 2013 firmammo il contratto di acquisto, avevo trovato l’idea. Luigi Masetti ci lasciò qualche mese dopo: una sorta di passaggio di testimone”.
E così il Mariani da cinema è diventato un locale ‘lifestyle’, sotto la guida dell’architetto veneziano Giovannini. “Quello che vogliamo proporre – prosegue Bucci – è un vero e proprio stile di vita basato sulla voglia di incontrarsi, di parlarsi, di mescolare le generazione. Vogliamo far sì che anche i ravennati capiscano l’importanza di una struttura come questa dove poter socializzare. Che target abbiamo? Nessuno, vogliamo una clientela il più possibile mista e diversificata”. È anche in quest’ottica che il locale ospita una piantina con i monumenti più importanti della città: “in questa sorta di info point turistico sarà possibile scambiarsi idee e opinioni condividendo anche itinerari alternativi alle classiche visite guidate”.
Ampia l’offerta enogastronomica, dal bar con i panini freschi alla pasticceria con prodotti del presidio Slow Food, fino all’osteria “I passatelli” con le minestre fatte a mano dalle sfogline, al lavoro nella cucina a vista. Proprio nella sala del ristorante è stato mantenuto un vecchio schermo con collegamenti video e musicali. “In realtà questo era uno spazio che doveva essere dedicato alla musica live – chiosa l’imprenditore -. Ci piaceva l’idea che qualunque musicista potesse venire qui a fare un po’ di musica ma con questa circolare prefettizia se arriva più gente del dovuto nel locale si configura il ‘pubblico spettacolo’ e non vogliamo correre il rischio di una denuncia. Lo stesso vale per i dj set al piano di sopra. Sembra che questa normativa sia stata applicata solo a Ravenna ed Empoli, speriamo che in futuro ci sia un’apertura maggiore da parte delle istituzioni”.
Ma la domanda che i cinefili ravennati attendono con trepidazione è quella riguardante la sala dedicata alla settima arte. Che ne sarà del cinema? “È già pronta una sala da 99 posti che attende solo gli ultimi permessi burocratici. Speriamo di ottenerli entro la fine dell’anno ma è ancora presto per parlare di date” aggiunge Bucci.
La sala cinematografica, con proiettore digitale, sarà affidata alle mani di Alberto Beltrani e Tiziano Gamberini di Cinema in Centro, già presenti al Sarti di Faenza e al Centrale di Imola.  Al suo interno saranno proposte pellicole d’essai ma anche film in lingua originale, rassegne ed eventi collaterali. “Quello che manca a Ravenna è una sala d’essai nel centro storico, un’assenza ancora più preoccupante se si pensa che la città è candidata a Capitale Europea della Cultura per il 2019 – chiariscono i curatori -. Questa poi è una struttura originale con pochi eguali in Italia, simile all’Anteo di Milano, sarà un fiore all’occhiello per Ravenna”.
 

Val. Vio

 

In allegato la lettera che la presidente del Ravenna Festival, Cristina Mazzavillani Muti, ha inviato da Dakar (dove è impegnata nell’organizzazione della prossima edizione della kermesse) a Maurizio Bucci.