Lo spettacolo diretto da Marco Bernardi per lo Stabile di Bolzano a Ravenna dal 20 al 23 febbraio

Torna sul palco della Stagione di Prosa la grande tradizione con ‘Il malato immaginario’ di Molière dello Stabile di Bolzano al Teatro Alighieri di Ravenna dal 20 al 23 febbraio con la guida di Marco Bernardi, grande esperto di testi classici e giunto alla sua sessantesima regia.

Il malato immaginario, l’ultima commedia scritta dal grande drammaturgo francese, è una farsa all’antica colma di eccellenti spunti comici da cui trapela allo stesso tempo la visione del mondo disillusa e disincantata di un Molière che aveva smarrito, al termine della sua esistenza, la fiducia in se stesso e nei suoi simili.

Padre di una bella figlia, marito di una donna avida e fedifraga e vittima di uno sciame di dottori avvoltoi, salassatori e ciarlatani, Argante è il malato immaginario del titolo.

I guai per Argante cominciano quando, con un patto di matrimonio arbitrariamente siglato, promette la figlia in moglie a un giovane e poco brillante dottore, in modo così da potersi garantire un sereno e gratuito futuro di consulti e di ricette. L’ostilità della figlia, segretamente innamorata di Cléante, e la calcolata ingerenza della moglie, algida esecutrice di un piano truffaldino, finiscono per spingere il povero Argante in una fitta trama di inganni, di equivoci, di burle e di finzioni, giocate sulla sua stessa burbera ed inguaribile ingenuità.

Argante è il personaggio che Molière cucì magistralmente su di sé, ma che riuscì ad interpretare solo per quattro recite: morì infatti venerdì 17 febbraio 1673, pochi minuti dopo la chiusura del sipario. Per questo ancora oggi Il malato immaginario è un testo che ha un significato particolare per chi ha fatto del teatro la propria vita.

Nello spettacolo diretto da Marco Bernardi per lo Stabile di Bolzano è Paolo Bonacelli a vestire i panni dell’ipocondriaco Argante, Tonina è una speziata Patrizia Milani e Beraldo ha l’ironica concretezza di Carlo Simoni. In scena anche il ravennate Libero Sansavini (conosciuto in città per diversi spettacoli tra cui “A e dé d’incù, al giorno d’oggi” di Gianni Guardigli). Premiata dal pubblico e dalla critica, questa versione de Il malato immaginario approfondisce il carattere duplice della commedia, in cui la perfetta costruzione comica di un’esilarante farsa è intrisa di riflessioni amare sulla condizione umana. Lo scontro tra due forze opposte è, secondo il regista, il tema interpretativo dell’ultimo grande capolavoro del commediografo francese: “da un lato la formidabile struttura comica, con la sua perfetta efficacia e il ritmo forsennato – spiega Bernardi – dall’altro la particolare percezione del testo, “insanguinato” dalla morte di Molière quasi in scena e quindi riletto alla luce della sua biografia”.

“Argante è un uomo buono, generoso e innamorato, circondato da un assortimento di pazzi.” Aggiunge il regista, che torna ad interpretare Il malato immaginario per lo Stabile di Bolzano, dopo essere stato protagonista venticinque anni fa dell’edizione diretta da Mario Missiroli. “Un uomo solo, non a causa della sua malattia, ma che soffre di una solitudine esistenziale e questa sua caratteristica rivela il tratto autobiografico della commedia di Molière”.

I componenti della compagnia incontreranno il pubblico sabato 22 febbraio alle 17.30 alla sala Corelli del teatro Alighieri dialogando con l’architetto Alberto Giorgio Cassani.

I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del teatro Alighieri (via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244/55, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13, giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo), presso tutte le filiali della Cassa di Risparmio di Ravenna, Iat Ravenna di via Salara e on-line.