Ricerche a tappeto da parte delle forze dell’ordine. Il tam tam sui social network

Prosegue la caccia al pirata che ieri sera a Ponte Nuovo ha travolto un bimbo di tre anni mentre attraversava la strada sotto casa in via Romea Sud, dopo una giornata passata al mare con la famiglia. Secondo le testimonianze dei familiari il bambino sarebbe sfuggito alla mano della madre per raggiungere il padre che aveva parcheggiato dall’altra parte della strada e si apprestava a recuperare alcuni oggetti nell’auto. Il piccolo è morto poco dopo all’ospedale di Ravenna.

Dai Carabinieri alla Stradale, tutte le forze dell’ordine, anche delle zone limitrofe, sono coinvolte nella ricerca dell’auto, una Mercedes scura, sembra con targa straniera. La corsa al pirata si è diffusa rapidamente anche sul web, grazie al tam tam su twitter e facebook. 

“Mi si dirà che non è utile – si legge in un post dell’assessore alla Sicurezza Martina Monti sul suo profilo Fb – ma io resto dell’idea che si debba istituire la fattispecie di reato di “omicidio stradale”, come in moltissimi altri paesi dell’Ue e del resto del mondo! In questo caso poi c’è addirittura omissione di soccorso…speriamo che il colpevole venga trovato presto”. Nella pagina ‘Ravenna di tutti’ il sindaco Fabrizio Matteucci ha commentato: “Ravenna piange il piccolo Jonathan e abbraccia la sua famiglia.L’investitore si presenti alle Forze dell’Ordine”.

Il nonno paterno, sconvolto, ha lanciato un appello al conducente dell’auto: “chiunque sia questa persona si passi una mano sulla coscienza e si autodenunci. Quello che è successo è un fatto talmente grave che non potrà vivere con questo rimorso”.

Scossa anche la comunità di Ponte Nuovo, unita nel dolore e nella rabbia. In molti chiedono sistemi di sicurezza stradale più efficaci: “è una via molto pericolosa dove tutti corrono come pazzi” hanno commentato alcuni cittadini. “E’ una strada progettata male – interviene la bisnonna paterna di Jonathan – le auto devono parcheggiare dalla parte opposta rispetto alle abitazioni e quindi bisogna necessariamente attraversare, c’è un viavai continuo di famiglie. Questa è una cosa che fa male, forse con un accorgimento diverso si sarebbe potuto evitare questa tragedia”. Sul tema era intervenuto anche Carlo Fabbri, ex consigliere di circoscrizione, che nel 2013 aveva presentato una petizione per la sicurezza stradale del quartiere. “Erano state raccolte 450 firme – ha spiegato Fabbri – ma la petizione non ha avuto seguito”.

I genitori di Jonathan, originari pugliesi, hanno un altro figlio, un bambino di 9 anni, che ha assistito alla tragedia. Il padre è dipendente idraulico mentre la madre è casalinga. Avevano intensione di trasferirsi in una casa più grande.

A dare una mano alle ricerche sarà la maglietta indossata dal piccolo al momento dell’incidente, così da verificare la presenza di eventuali tracce sulla carrozzeria dell’auto pirata. 

(c.n   v.v.)