Intanto prosegue il ricorso contro Equitalia per l’illegittimità del pignoramento della prima casa

Sembrava essersi risolta per il meglio la vicenda di Stefano Tassinari che, grazie agli accordi stipulati con l’immobiliarista Ballardini il 19 giugno, era riuscito, con la sua famiglia, a rimanere nella villetta di via Borromini che gli era stata pignorata proprio pochi giorni prima dell’entrata in vigore di una legge che ha reso impignorabile la prima casa.

L’accordo prevedeva che Tassinari pagasse a Ballardini un affitto mensile di circa 640 euro, più un deposito cauzionale e gli arretrati da settembre 2013, cioè da quando l’immobiliarista ne era divenuto proprietario.
 

Il lieto fine era però solo apparente, poiché oggi Tassinari dichiara di non essere in grado di corrispondere le somme richieste e lascia spontaneamente l’immobile.
 

“Con l’avvocato dell’immobiliarista Ballardini, Giuseppe Della Casa, ci siamo accordati perché i Tassinari possano restare nella villetta almeno fino a settembre quando sarà più facile trovare una nuova sistemazione – spiega il suo legale, Luigi Piccarozzi – Naturalmente non si ferma il ricorso contro Equitalia per l’illegittimità del pignoramento della prima casa e per la mancanza dei titoli esecutivi nelle cartelle di pagamento. L’udienza è fissata per fine ottobre”